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STORIA/ La Germania salda i debiti di guerra. Perché a Versailles nessuno ascoltò Keynes?

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La prima Guerra Mondiale finisce ufficialmente domenica 3 ottobre con il pagamento da parte della Germania del debito di 22 miliardi di sterline stabilito dagli accordi di Versailles del 1919. Vista così, la guerra è durata 91 anni.

UN DEBITO DI SANGUE – Il 3 ottobre, in occasione del ventesimo anniversario della riunificazione, la Germania salda il debito contratto alla fine della Prima guerra mondiale con le potenze vincitrici. Si tratta di una cifra di circa 70 milioni di euro. Il Trattato di Versailles aveva infatti imposto tra le altre cose il pagamento da parte della Germania dei danni materiali e morali provocati con la guerra.

LA CIFRA ESATTA – Una cifra di 226 miliardi di marchi. Ecco quanto la Germania si era impegnata a pagare firmando il Trattato di pace di Versailles. Si trattava di un risarcimento per tutti i danni e le distruzioni provocate, soprattutto alla Francia, con la guerra scatenata dalla Germania. Una cifra enorme, per una nazione già prostrata dalla sconfitta e dalla perdita di oltre due milioni dei suoi uomini migliori. La cifra venne infatti ridotta ben presto a un più abbordabile, seppure sempre alto, costo di 132 miliardi di marchi, circa 25 miliardi di euro.



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COMMENTI
01/10/2010 - Non è ancora finita, per i tre reduci (Sergio Palazzi)

Penso che la notizia della chiusura di questa partita lascerà sorprese molte persone, tra i non strettamente addetti ai lavori: io che certo non sono un professionista, ma almeno credo di essere una persona vagamente informata, non lo sapevo affatto. La facile battuta potrebbe essere: quella era l'unica volta che si doveva ascoltare Keynes e non lo fecero, in seguito si sarebbe dovuto ignorarlo ed invece le sue idee continuano a fare danni da un secolo, dopo aver creato gli stati-piovra che ormai sono il modello unico a livello globale. Anche "La via della schiavitù" di Von Hayek era stato scritto sotto le macerie della guerra per mettere in guardia dai pericoli incombenti, ma poi è stato totalmente ignorato... Ma, tornando alla riflessione personale, una volta di più mi spaventa la sproporzione tra ciò che si dovrebbe sapere per capire il nostro mondo (e che credo sfugga anche a persone di cultura ben superiore alla mia) e la trascuratezza con cui nella scuola si considerano le basi del sapere, la piattaforma comune di fatti e valori su cui si dovrebbe costruire i pilastri della famosa "cittadinanza" di europei, di italiani, di occidentali: siano esse basi di storia o di chimica, di musica o di matematica. Un'ultima annotazione: sono ancora vive tre persone, Frank, Florence e Claude, che quella guerra la combatterono sul fronte. Come per l'ultimo testimone narrato da Borges, finchè i loro sguardi non si spegneranno, non potremo dire che la Grande Guerra sia davvero finita.