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STORIA/ La Germania salda i debiti di guerra. Perché a Versailles nessuno ascoltò Keynes?

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Oggi, 92 anni dopo, la nuova Germania salda il debito con il pagamento dell’ultima rata. Come mai si è arrivati a un così lungo periodo per appianare il debito? La Germania in realtà aveva cominciato a pagare il suo debito. Nei primi dieci anni dalla conclusione del primo conflitto mondiale, aveva versato la cifra di 50 miliardi di marchi, un terzo dell’ammontare complessivo. Intanto, l’economia tedesca stava andando a rotoli.

Una volta preso il potere, Adolf Hitler dichiara che la Germania sospende i pagamenti perché non più in grado di fare fronte alla restante cifra. Il paese è economicamente troppo stremato. Al termine della Seconda guerra mondiale, la Germania federale riprende a pagare il debito. Al 1952, erano stati versati un miliardo e mezzo di marchi. Nel 1953 i pagamenti vengono di nuovo sospesi in attesa della riunificazione, avvenuta solo nel 1990.

Da allora lo stato tedesco ha ripreso a pagare assicurando il saldo entro vent’anni, cosa che puntualmente accade. Dopo novantadue anni, la Prima guerra mondiale è dunque davvero finita. La Germania ha pagato l'ultima compensazione imposta dalla "clausola di colpevolezza" per lo scoppio del conflitto e ora i 59,5 milioni di sterline destinati a soggetti privati, fondi pensione e holding aziendali porranno davvero la parole fine al conflitto, prima politico che bellico ed economico.



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COMMENTI
01/10/2010 - Non è ancora finita, per i tre reduci (Sergio Palazzi)

Penso che la notizia della chiusura di questa partita lascerà sorprese molte persone, tra i non strettamente addetti ai lavori: io che certo non sono un professionista, ma almeno credo di essere una persona vagamente informata, non lo sapevo affatto. La facile battuta potrebbe essere: quella era l'unica volta che si doveva ascoltare Keynes e non lo fecero, in seguito si sarebbe dovuto ignorarlo ed invece le sue idee continuano a fare danni da un secolo, dopo aver creato gli stati-piovra che ormai sono il modello unico a livello globale. Anche "La via della schiavitù" di Von Hayek era stato scritto sotto le macerie della guerra per mettere in guardia dai pericoli incombenti, ma poi è stato totalmente ignorato... Ma, tornando alla riflessione personale, una volta di più mi spaventa la sproporzione tra ciò che si dovrebbe sapere per capire il nostro mondo (e che credo sfugga anche a persone di cultura ben superiore alla mia) e la trascuratezza con cui nella scuola si considerano le basi del sapere, la piattaforma comune di fatti e valori su cui si dovrebbe costruire i pilastri della famosa "cittadinanza" di europei, di italiani, di occidentali: siano esse basi di storia o di chimica, di musica o di matematica. Un'ultima annotazione: sono ancora vive tre persone, Frank, Florence e Claude, che quella guerra la combatterono sul fronte. Come per l'ultimo testimone narrato da Borges, finchè i loro sguardi non si spegneranno, non potremo dire che la Grande Guerra sia davvero finita.