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STORIA/ La Germania salda i debiti di guerra. Perché a Versailles nessuno ascoltò Keynes?

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A CHI VANNO I SOLDI? – L’ultima rata del debito tedesco che verrà pagata il 3 ottobre sarà destinata a soggetti vari: privati, fondi pensione e holding aziendali. Così peraltro era già stato deciso con il Trattato di Versailles. La maggior parte di questi soggetti sono americani e francesi. La Germania non è obbligata a dichiarare pubblicamente chi sono questi soggetti.

All'epoca, il 1919, il principale esponente del ministero del tesoro britannico alla Conferenza di pace di Parigi era tale John Maynard Keynes, il quale racchiuso in queste parole lo spirito di quella scelta: “La Germania non sarà in grado di scegliere opzioni politiche corrette se non potrà finanziarsi da sola”. Il politico inglese si sarebbe addirittura dimesso in protesta contro la volontà di chiedere alla Germania di pagare il suo debito. Qualche anno dopo, la crisi del 1929 che colpì Wall Street fece precipitare la Repubblica di Weimar nella spirale del debito e quattro anni dopo Adolf Hitler salì al potere.

Un monito forse eccessivo alla luce dell'attuale crisi economica globale e di quella particolare del debito sovrano nell'Ue ma nemmeno troppo: con questo atto finale, Berlino non intende certo spianare la strada a una nuova dittatura ma chiudere felicemente i conti rimasti aperti per utilizzarne la "ricevuta" verso i partner: i quali non pagano i loro danni e costringono la Germania a piani di salvataggio come quelli approntati per la Grecia.



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COMMENTI
01/10/2010 - Non è ancora finita, per i tre reduci (Sergio Palazzi)

Penso che la notizia della chiusura di questa partita lascerà sorprese molte persone, tra i non strettamente addetti ai lavori: io che certo non sono un professionista, ma almeno credo di essere una persona vagamente informata, non lo sapevo affatto. La facile battuta potrebbe essere: quella era l'unica volta che si doveva ascoltare Keynes e non lo fecero, in seguito si sarebbe dovuto ignorarlo ed invece le sue idee continuano a fare danni da un secolo, dopo aver creato gli stati-piovra che ormai sono il modello unico a livello globale. Anche "La via della schiavitù" di Von Hayek era stato scritto sotto le macerie della guerra per mettere in guardia dai pericoli incombenti, ma poi è stato totalmente ignorato... Ma, tornando alla riflessione personale, una volta di più mi spaventa la sproporzione tra ciò che si dovrebbe sapere per capire il nostro mondo (e che credo sfugga anche a persone di cultura ben superiore alla mia) e la trascuratezza con cui nella scuola si considerano le basi del sapere, la piattaforma comune di fatti e valori su cui si dovrebbe costruire i pilastri della famosa "cittadinanza" di europei, di italiani, di occidentali: siano esse basi di storia o di chimica, di musica o di matematica. Un'ultima annotazione: sono ancora vive tre persone, Frank, Florence e Claude, che quella guerra la combatterono sul fronte. Come per l'ultimo testimone narrato da Borges, finchè i loro sguardi non si spegneranno, non potremo dire che la Grande Guerra sia davvero finita.