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STORIA/ La Germania salda i debiti di guerra. Perché a Versailles nessuno ascoltò Keynes?

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Unica eccezione, il miliardo di dollari che la Germania ha risarcito allo Stato d’Israele per i fatti legati all’Olocausto degli ebrei. Per il resto, prosegue Bruti Liberati, «i tedeschi hanno sfruttato la divisione tra Repubblica federale e Repubblica democratica per considerare la Seconda guerra mondiale un capitolo chiuso. Ora è venuto il momento di riaprirlo».

LA GUERRA SUL CAMPO – Il primo degli stati appartenenti alla coalizione degli Imperi centrali - a cui apparteneva la Germania - a firmare la resa è la Bulgaria (29 settembre 1918). Segue la Turchia il 30 ottobre. Il 3 novembre 1918 la Germania chiede un cessate il fuoco. Poco dopo fa lo stesso l’Austria-Ungheria. L’11 novembre vengono firmati due armistizi separati fra Austria e Ungheria, a seguito del rovesciamento della monarchia unica asburgica.

Sul fronte italiano, l’Austria aveva già chiesto l’armistizio il 4 novembre. Sempre ai primi di novembre, i marinai tedeschi di Kiel dove si trovava la gran parte della flotta tedesca, si ammutinarono e crearono dei consigli rivoluzionari ispirati a quelli sovietici. Il Kaiser Guglielmo II fugge nei Paesi Bassi e il 9 novembre viene proclamata la repubblica. L’11 novembre viene firmata la resa della Germania. In modo paradossale, l’ultimo girono di guerra, l’11 novembre, è uno di quelli che registra una delle più alte percentuali di morti di tutta la guerra.

L’armistizio viene firmato alle ore 5 del mattino e diventa operativo dalle ore 11. Nonostante ciò, i comandanti alleati desiderosi di conquistare quanto più terreno possibile in modo da avere maggiori riconoscimenti e premiazioni, mandano all’attacco i propri soldati. Il risultato, per via del fuoco tedesco, è un numero altissimo di militari alleati uccisi.

L’ultimo colpo di cannone viene sparato dalle batterie americane comandate dal maggiore Harry S. Truman alle ore 10 e 45. Trent’anni dopo Truman diventerà presidente degli Stati uniti e ordinerà il lancio delle bombe atomiche sul Giappone. A ragion veduta, si può dire che Truman fu l’uomo che pose fine a due guerre mondiali.


(Hanno collaborato Mauro Bottarelli e Pietro Vernizzi)



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COMMENTI
01/10/2010 - Non è ancora finita, per i tre reduci (Sergio Palazzi)

Penso che la notizia della chiusura di questa partita lascerà sorprese molte persone, tra i non strettamente addetti ai lavori: io che certo non sono un professionista, ma almeno credo di essere una persona vagamente informata, non lo sapevo affatto. La facile battuta potrebbe essere: quella era l'unica volta che si doveva ascoltare Keynes e non lo fecero, in seguito si sarebbe dovuto ignorarlo ed invece le sue idee continuano a fare danni da un secolo, dopo aver creato gli stati-piovra che ormai sono il modello unico a livello globale. Anche "La via della schiavitù" di Von Hayek era stato scritto sotto le macerie della guerra per mettere in guardia dai pericoli incombenti, ma poi è stato totalmente ignorato... Ma, tornando alla riflessione personale, una volta di più mi spaventa la sproporzione tra ciò che si dovrebbe sapere per capire il nostro mondo (e che credo sfugga anche a persone di cultura ben superiore alla mia) e la trascuratezza con cui nella scuola si considerano le basi del sapere, la piattaforma comune di fatti e valori su cui si dovrebbe costruire i pilastri della famosa "cittadinanza" di europei, di italiani, di occidentali: siano esse basi di storia o di chimica, di musica o di matematica. Un'ultima annotazione: sono ancora vive tre persone, Frank, Florence e Claude, che quella guerra la combatterono sul fronte. Come per l'ultimo testimone narrato da Borges, finchè i loro sguardi non si spegneranno, non potremo dire che la Grande Guerra sia davvero finita.