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LA ROSA BIANCA/ "Mia patria": Hans e Sophie Scoll, non c'è libertà senza bellezza

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Sophie Scholl  Sophie Scholl

Scholl era fautore di una politica «progressista», ma non riscuoteva molto successo, anche se riuscì a far costruire una canalizzazione, un nuovo magazzino per i raccolti e una palestra. Nel '24 collegò persino Forchtenberg alla rete ferroviaria, e per l'occasione presso il castello fu allestito uno spettacolo teatrale.


Scendendo verso il centro ci si imbatte in scorci pittoreschi offerti da splendide case a traliccio, contornate da giardinetti affollati di piante di ogni tipo. Il vecchio asilo non c'è più, ma il cespuglio di rose bianche è il segno eloquente che sei sul percorso. Ai tempi di Sophie ospitava una settantina di bambini: la signorina li accudiva facendoli cantare e raccontando le storie della Bibbia. Naturalmente giocavano: col monopattino, nel recinto della sabbia e con l'acqua della fontana.


La vecchia scuola invece è rimasta. «La più brava non sono, la più bella non voglio essere, ma la più intelligente sì», amava ripetere Sophie. C'erano tre aule, ognuna delle quali ospitava due classi assieme, così anche Sophie venne a trovarsi per qualche tempo nella stessa classe di Elisabeth. Quando, proprio nel giorno del suo compleanno, Elisabeth venne retrocessa dai primi banchi (i più meritevoli stavano davanti), Sophie lo considerò una palese ingiustizia e andò a protestare dal maestro. Il percorso scende verso il Kocher, dove la piccola diga era il posto preferito per tuffarsi: a 6 anni Sophie imparò a nuotare con Inge, mentre Hans rischiò di sprofondare nel fiume ghiacciato.

 

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