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LA ROSA BIANCA/ "Mia patria": Hans e Sophie Scoll, non c'è libertà senza bellezza

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Sophie Scholl  Sophie Scholl

Ricorderà Inge: «Siccome la canalizzazione non funzionava bene, in primavera si verificavano spesso degli allagamenti. Mio papà ci comprava dei trampoli con cui attraversavamo le strade allagate, fieri come dei piccoli re che si fossero conquistati un nuovo territorio». Lungo il fiume, al posto dell'orto e del frutteto degli Scholl, oggi c'è la stazione degli autobus. Di fronte, una scaletta invita a salire sulle antiche mura di cui resta una torretta e un breve camminamento.


La vita dei fratelli Scholl non si esauriva nel borgo, come scrisse Sophie: «Come non posso vedere un torrente limpido senza farci ciondolare dentro i piedi, tanto meno riesco, a maggio, a superare un prato senza inoltrarmici… Se mi giro, la mia testa tocca lo scabro tronco di un melo. Come allarga protettivo i suoi buoni rami sopra di me!… Premo la faccia contro la sua calda corteccia scura e penso: terra mia, patria, e provo un sentimento immenso di riconoscenza in quel momento». E Inge: «I dintorni di Forchtenberg erano incredibilmente belli. Vigneti e boschi di faggi misti ad abeti circondavano la cittadina. Passavamo intere giornate in quei boschi». Ancor oggi è così.

 

Alle elezioni del 1929, Robert Scholl venne sconfitto e la famiglia si trasferì. Hans e Sophie proseguirono gli studi a Monaco, dove si ampliò la rete di amicizie decisive per la loro vita. Ci fu spazio anche per un'iniziale infatuazione per gli ideali del nazionalsocialismo, seguita dalla repentina disillusione e repulsione, fino a pagare il loro dissenso con la vita.

 

Romano Guardini così si espresse in occasione della loro commemorazione nel novembre '45: «Erano persone normali, che vivevano intensamente la loro vita; gioivano delle cose belle che la vita regalava loro, e sopportavano le difficoltà imposte. Guardavano diritto al futuro, pronti all'opera buona e fiduciosi nelle promesse che la giovinezza porta con sé. Ma erano cristiani per convinzione… Hanno lottato per la libertà dello spirito e per l'onore dell'uomo, e il loro nome resterà legato a questa lotta. Nel più profondo hanno vissuto però nell'irradiazione del sacrificio di Cristo, che non ha bisogno di alcun fondamento nell'esistenza immediata, ma sgorga libera dalla fonte creativa dell'eterno amore».



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