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IDEE/ Senza una nuova ragione il nostro io sprofonderà nella società liquida

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Pertanto, la questione culturale decisiva oggi è quella della costruzione di una comprensione del tempo storico presente, delle sue sfide. Questa terza transizione si annuncia densa, accelerata, drammatica, perché espone l’homo sapiens del terzo millennio a violentissime sollecitazioni intellettuali ed emotive. Di fronte ad essa non basta vendere almanacchi grondanti ottimismo sul futuro del mondo; occorre sollevare il logos all’altezza degli avvenimenti, guardare alla realtà che viene avanti con mente scevra da pregiudizi. Sotto epoché raccomandava Husserl: cioè la piena apertura dell’intenzionalità umana alla “Cosa stessa”. Secondo un’incerta, ma affascinante filologia della parola desiderium, si tratta di uscire dalla paralisi indotta dalla luce abbagliante del sidus - il lampo - e del tuono che lo segue per rimettersi in movimento: “de-siderare” come uscita dalla cecità provocata dai lampi dei mutamenti improvvisi.

 

Questa scommessa e pretesa di mettere in asse il logos umano con il mondo ha alle spalle l’idea che il mondo è la terra dell’uomo. Non un luogo d’esilio, come recita l’intera tradizione platonica, ma il posto dove si misura la libertà umana e si realizza il proprio destino: la Terra è la casa dell’uomo. A questo sforzo intellettuale giova uno sguardo sulle “minoranze creative” delle epoche cruciali: i monaci di Benedetto, gli utopisti del ’500, gli scienziati del ’600. Joseph Ratzinger, prima da intellettuale europeo e poi da cardinale e da papa, ha posto alla base delle minoranze creative due principi della Spe Salvi: a) ogni generazione, ogni uomo è un nuovo inizio; b) il disordine e il caos sono solo l’altra faccia della libertà umana.

 

Non prigioniera di un ottimismo alla Francis Fukuyama, non paralizzata dal pessimismo dei distopici, questa visione del capo dei cattolici, divenuti minoranza in Europa e in Italia negli ultimi cinquant’anni, è una provocazione interessante per chiunque voglia affrontare le sfide del tempo storico presente: la storia umana entrata nel tempo della contingenza assoluta (l’uomo ha raggiunto la capacità di farla finire!), l’imminente trascendimento umano per via biotecnologica e nanotecnologica della biologia in una nuova Genesi, la globalizzazione delle economie, delle etnie, delle culture... Aveva certamente torto Cesare Cremonini, quando raccomandava a Galileo, che gli mostrava le macchie sulla luna, di pulire piuttosto dalle impurità le lenti del suo cannocchiale. Ma avrebbe certamente ragione oggi l’aristotelico Cremonini, se ci invitasse a rinnovare i filtri della nostra intelligenza della realtà. Perché è dal logos che nasce il desiderio.

 



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