BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

CRISTIANI/ 1. Samir: i diritti umani possono trovare posto nel Corano

Pubblicazione:

Benedetto XVI (Imagoeconomica)  Benedetto XVI (Imagoeconomica)

«Com’è capita oggi, no. Libertà religiosa significa libertà per un musulmano di diventare cristiano, per un cristiano di diventare musulmano, o ateo e viceversa. In pratica significa che ognuno è libero di decidere in coscienza. Ora, il Corano condanna chi abbandona l’islam, o per un’altra religione o per tornare all’empietà, al politeismo. È una cosa che biasima, ma non dice che dev’essere punito. Oggi invece la sharia dice: dev’essere ucciso».

Anche in uno stato moderno come quello egiziano?

«È una legge che viene applicata in Arabia Saudita, in Iran, in Pakistan, in Sudan e non solo. In Egitto non è previsto dalla Costituzione del 1923 che è assai laica, ma è la società a farlo: spesso è la stessa famiglia a uccidere. Esattamente come avviene in Italia o in Germania in quei casi di cronaca che sconvolgono l’opinione pubblica. Quando un pakistano uccide la figlia perché vuole sposare un italiano, secondo una mentalità che applica la sharia alla lettera questo è perfettamente logico. Se la donna sposa un italiano, che è presupposto essere cristiano perché siamo in occidente, ciò vuol dire che lei si prepara a seguire il marito e dunque a diventare cristiana anch’essa».

Dunque se non è legge dello Stato vale la tradizione.

«Sì. Il concetto di libertà religiosa è lontano dall’essere accettato, anche in un paese laico come la Turchia. Anche la Tunisia per esempio è laica, ma lo tollera con molta difficoltà».

«Dio ha creato la gente diversa perché si possa incontrare - ha detto Wael Farouq a questo giornale -. Ci ha fatti così perché la differenza è il volto della conoscenza. Io non potrei vivere allo stesso modo se non ci fossero i cristiani in Egitto: come musulmani siamo orgogliosi di loro e del ruolo della Chiesa nella storia del nostro paese».

«Conosco bene Wael, siamo amici e posso dire che è un musulmano eccezionale. Ha compiuto un difficile percorso personale, da fanatico seguace dei Fratelli musulmani è divenuto un musulmano aperto. Magari fossero tutti come lui: purtroppo non è così».

Quella di Farouq è senz’altro un’affermazione pratica del principio di laicità. Ma perché fatica così tanto ad imporsi teoricamente?
 



< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >


COMMENTI
13/01/2011 - Dettatura (Sangiani) (Antonio Servadio)

circa la nota del lettore Sangiani, ho letto da qualche parte che in origine circolavano parecchie versioni del Corano, come naturale effetto delle molteplici trascrizioni effettuate sulla base del "dettato". Naturalmente, da ciò discendevano variegature interpretative della dottrina. In seguito si decise di conservarne una sola, eleggendola ad unico riferimento ed eliminando tutte le altre. Sarebbe interessante se gli esperti potessero precisare e circostanziare tali vicende, inserendole in una opportuna cornice storica.

 
10/01/2011 - Ma se Maometto ha scritto sotto dettatura di Dio (attilio sangiani)

Mi sembra che ci sia un altro ostacolo formidabile per una interpretazione del Corano consonante alla accettazione dei "diritti umani universali"( Ratisbona...). Lo vedo nella convinzione dei musulmani,anche "moderati",secondo la quale Maometto avrebbe scritto il Corano "sotto dettatura di Dio",e non per sola "ispirazione",come le scritture cristiane. Ciò risulta anche dal fatto che lo studio e la memorizzazione del Corano devono essere fatti nella lingua araba del tempo di Maometto,perchè sarebbe "la lingua di Dio",come se si imponesse l'aramaico ai cristiani ! Se non si può "storicizzare" nulla nel Corano,come sarebbe possibile,ad esempio, eliminare i due "gradini" di cui leggo nell'articolo ?