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MEDIO ORIENTE/ Se l'islam caccia i cristiani dice addio allo sviluppo

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Benedetto XVI al Santo Sepolcro, 15 maggio 2009 (Ansa)  Benedetto XVI al Santo Sepolcro, 15 maggio 2009 (Ansa)

Purtroppo le reazioni furono violente e il Papa fu lasciato solo anche dagli Stati e dall’intellighenzia occidentale, che privilegiarono il politically correct a scapito della testimonianza di verità e di solidarietà.
Bisogna anche aggiungere che alcune gravi espressioni del recente Sinodo delle Chiese orientali, doverosamente corrette dalla Sede vaticana, e vicine ad un terzomondismo filo-arabo, attribuivano le colpe di tutto al sionismo e a Israele (come recentemente è capitato anche a Messori), evitando di comprendere o di ammettere che le difficoltà di convivenza fra le religioni del libro (cristianesimo ed ebraismo) ed islam sono sempre state difficili e che la pretesa egemonica dell’islam ha al massimo tollerato gli altri riducendoli al livello di dhimmi, cioè di tollerati e sudditi di secondo livello, purché paganti il tributo.

Gli ebrei purtroppo, ma viene da dire fortunatamente, forse per un progetto provvidenziale divino, dopo sofferenze terribili sono stati espulsi dal Medio oriente dove vivevano da millenni. Ora tocca ai cristiani; questo comporterà per gli stessi Paesi arabi un impoverimento ulteriore, un venir meno di classe dirigente, una difficoltà maggiore sulla strada della modernizzazione, un acuirsi delle difficoltà di cui gli ultimi episodi in Tunisia e Algeria sono eloquenti messaggi...

Per noi ebrei, che queste persecuzioni sulla nostra pelle le abbiamo già subite, non può che essere un motivo di tristezza e di dolore vedere che cose analoghe succedono ai fratelli cristiani. Il mondo è in forte e accelerato movimento; l’Occidente è sotto attacco. Non si tratta di rinunciare ai nostri valori universali ma, prendendo atto di ciò che sta accadendo, far fronte comune, abbandonare il relativismo nichilistico che ci viene proposto in Europa come alternativa. Il rischio è che fra poco anche in Europa una minoranza estremista detti le sue leggi e quello che l’Europa ha evitato da Poitiers, a Lepanto, a Vienna si realizzi in forma prima morbida ma poi...

Guido Guastalla, Consigliere Comunità ebraica Livorno
 



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