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STORIA/ È un metrò a svelare la "piccola Atene" dell’imperatore Adriano...

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Roma, il foro (Imagoeconomica)  Roma, il foro (Imagoeconomica)

L’area interessata dagli scavi ha riguardato principalmente il foro di Traiano; per costruirlo, data la ristrettezza di spazio che impediva ogni ampliamento in qualsiasi direzione, l’architetto dell’imperatore, Apollodoro di Damasco, ricorse ad una soluzione coraggiosa. Fece tagliare una parte del colle che univa Campidoglio e Quirinale, la cui altezza era misurabile, come sappiamo da una iscrizione incisa sulla base della colonna traianea, dall’altezza della colonna stessa: il suo punto più alto coincideva con il livello di calpestio dei mercati traianei, come è possibile costatare ancor oggi percorrendo via IV novembre.

L’importanza archeologica dell’intera area è accresciuta, se possibile, dalle memorie del passato remoto di Roma. Del Campidoglio si conoscono storia e leggenda. Dopo l’invasione dei Celti, scesi fino a Roma e data alle fiamme l’intera città, compreso il colle capitolino (la tradizione, soprattutto orale, cercò di cancellarne il ricordo ma della presa dell’arce capitolina da parte dei Galli sono rimaste tracce vistose nella tradizione scritta e nei resti archeologici), iniziata la ricostruzione della città e inaugurato un nuovo piano urbanistico, il Campidoglio venne riservato agli edifici sacri e fu interdetto alle abitazioni private. Inoltre, ai piedi del Vittoriano, sul lato sinistro per chi guarda l’Altare della Patria, è rimasto in piedi un piccolo edificio funerario risalente al principio del I secolo a.C., come attesta l’iscrizione incisa sul podio della costruzione, nel quale trovò sepoltura C. Poplicius Bibulus, assistente dei tribuni della plebe, del quale non si sa niente, che però ottenne di essere sepolto all’interno della città e non al di fuori, come ordinavano le leggi più antiche e le norme igieniche più ovvie, “per essere onorato a motivo del suo valore, per ordine del senato e volontà della plebe, in un luogo che gli era stato destinato a spese dello stato”. La sepoltura all’interno del perimetro cittadino aveva la funzione di ricordare il valore, la virtus, ai cittadini che passavano davanti alle spoglie di Bibulo, la stessa funzione che assolvevano “le urne bagnate di pianto” foscoliane. La vicinanza del Milite Ignoto a G. Publicio Bibulo non poteva essere più motivata.
 



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