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STORIA/ Non tutto è moneta. Tra Le Goff e Galasso, vinca il dono

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Pieter Bruegel il Vecchio, Banchetto nuziale (1568; particolare)  Pieter Bruegel il Vecchio, Banchetto nuziale (1568; particolare)

In tale direzione si muovono gli studi economici di Stefano Zamagni, di Luigino Bruni, e recentemente anche quelli di Stefano Bartolini, il quale nel suo Manifesto per la felicità (Roma, Donzelli, 2010) riconosce l’importanza di superare il capitalismo spurio dell’economia globale muovendosi verso un’economia relazionale che recuperi i virtuosismi di una richiesta di ben-essere (e non di ben-avere) che appartiene da sempre all’uomo.

Anche la poliedrica produzione sociologica dedicata al dono ed alle sue dinamiche nella circolazione sia di beni che soprattutto di legami umani ha trovato nei lavori di Jacques T. Godbout (si veda ad esempio il bel saggio Quello che circola tra noi. Dare, ricevere, ricambiare, Milano, Vita e pensiero, 2008) un motivo in più per inserirsi in questo dibattito. L’opera dei corpi intermedi come le associazioni di volontariato e gli stessi istituti religiosi, infatti, si affermano nella vita di tutti e di ciascuno proprio come “beni non contrattuali”, non monetizzabili ma inquadrabili come “immissione in circolo” di contatti, rapporti, relazioni appunto che si muovono intessendo una fitta trama di legami virtuosi nelle comunità coinvolte, legami liberi perché non determinati dal mercato oppure dalla redistribuzione pubblica, legami necessari per l’esistenza dell’uomo, della famiglia, di tutto ciò che si pone tra la persona e lo Stato.

Lo stesso concetto di “capitale sociale” cambia aspetto in questa prospettiva, dovendo fare i conti con i contributi di singoli ed enti donati per se stessi e non nell’ambito di una decisione rispondente a logiche di mercato, producendo d’altro canto un di più di condivisione e di dialogo che costituisce un punto di forza nelle società coinvolte da tale processo.
Dal Medioevo all’oggi, dunque, ma anche al domani, alla ricerca delle origini e quindi del profilo del vero capitalismo, che non poteva e non può prescindere dalla caritas cristiana.



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