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LETTURE/ Da Pericle a Kennedy, la storia smentisce i predicatori dei buoni costumi

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Villa San Martino, Arcore (Ansa)  Villa San Martino, Arcore (Ansa)

La presenza delle donne nei palazzi del potere è un fatto attestato in ogni epoca della storia sotto tutti i cieli. Il ruolo ivi giocato da regine, madri, mogli, concubine, prostitute è quanto mai vario. Nel favoloso Oriente divenne famosa Semiramide, così lussuriosa che libito fè licito in sua legge - come dice Dante - per torre il biasmo in che era condotta.
Nella Grecia del V secolo avanti Cristo, l’età d’oro di Atene ha visto come protagonista  Aspasia, per l’influsso potente avuto in campo culturale e politico nei confronti del suo amante e poi marito Pericle.

In Israele il re Davide, colui che uccise Golia con una fionda, l’autore delle più belle preghiere che siano sgorgate da cuore umano, già sposato alla figlia di Saul Mikal, invaghitosi di Betsabea, fa uccidere suo marito Uria per poterla avere per sé.
Se si passa alla storia di Roma, in età tardo-repubblicana, l’austera matrona delle origini  si trasforma totalmente: la nobile Sempronia foraggia la congiura di Catilina, non esitando a coinvolgersi personalmente con i congiurati e i loro tristi riti, oltre che ad abbandonarsi ad ogni dissolutezza; Clodia, sposata al console Quinto Cecilio Metello,  diventa l’amante di Catullo, che la canta col nome di Lesbia,  poi di Celio Rufo, difeso in un processo da Cicerone, che la definisce sgualdrina sfrontata e impenitente, nonostante o forse proprio per  la relazione avuta a suo tempo con lei.

La regina Cleopatra diventa amante di Cesare e poi di Antonio. Più tardi Agrippina, la madre di Nerone, per non lasciarsi sfuggire il potere avuto a corte, si offre al figlio pronta all’incesto, quando in pieno giorno Nerone si accendeva di vino e di cibo, riferisce Tacito. Caduto nella riprovazione generale, Nerone tenta di farla uccidere in mare; lei si salva fortunosamente, ma non scampa alla spada dei sicari di suo figlio, che finge dolore, ma poi, compresa la mostruosità del suo atto, non torna subito a Roma e si trattiene tra licenze e bagordi nelle città della Campania.



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COMMENTI
22/01/2011 - poveri puritani1 (Vittorio Pompei)

Ai tempi del post-sessantotto un mio collega per sfottermi sulla mia presunta "repressione cattolica" sessuale mi diceva che anche Gandhi ogni sera cercava giovani donne vergini per rilassarsi! Dove è finita la buona "libertà sessuale" di questi nuovi puritani?

 
21/01/2011 - Quale bellezza? (Andrea Trombetta)

Grazie, Laura, per questa piacevole carrellata di puttane e concubine, e dei loro tanto potenti quanto sventurati amanti, dove la sventura è ben documentata dallo stesso salmista una volta conscio del suo peccato. Se ha ragione Doninelli, se sarà la bellezza a salvare l'Italia insieme al mondo, non vale la pena di ambire a qualcosa di più?

 
21/01/2011 - Attenzione al moralismo (GIOVANNI PIERONI)

Anche lo stile di vita per un governante ha la sua importanza. Ma bando al moralismo per cui un comportamento immorale è stigmatizzato solo per fini di bassa politica. Reati veri e propri poi per ora non emergono, a meno che non si voglia tentare ancora la strada delle persecuzioni giudiziarie. E sotto sotto, secondo me, c' è anche dell' invidia, da parte di chi certi "exploits" non se li può permettere

 
21/01/2011 - cara5cert6 (maria schepis)

Concordo che sesso e potere sono andati spesso a braccetto e che certi pruriti moralistici sono alquanto ipocriti ma le vicende di questi giorni sono profondamente diverse,certo Ruby non è Aspasia e la Minetti non è la Monroe ,e il nostro premier,con tutto il rispetto, non mi pare,non dico Socrate ma nemmeno un Kennedy,comunque neanche questo è il punto.Lo scandalo consiste nella sfrontatezza dei comportamenti,nella normalità che ad essi si vuole attibuire,nella diseducazione a cui adducono.Trovo deprimente che un primo ministro si rivolga alla nazione per rinnegare e/o giustificare i suoi "momenti di relax"e che ciò avvenga perchè lo ascoltino tutti dai pensionati ai bambini,se tali discussioni avessero riguardato altri sarebbero state trasmesse in fascia protetta.E' amorale tutto il contesto: dai padri,le madri,i fratelli che spingono a tirare sul prezzo, alle improponibili ragazze che non vogliono lavorare a mille euro al mese come i tanti numerosi e splendidi nostri giovani,spesso con laurea e master,che si ritengono fortunati quando riescono a farlo.E' il sovvertimento dei valori di una nazione il vero scandalo.

 
20/01/2011 - Che c’entrano i magistrati? (Giuseppe Crippa)

Davvero la storia è ricca di dissolutezze commesse da uomini di potere. Ne sono state elencate alcune ma ce ne sarebbero moltissime altre i cui protagonisti, se potessero, chiederebbero di essere compresi nell’elenco a motivo della loro maggior importanza storica se non dei loro comportamenti ancora più licenziosi di quelli citati. E fa bene Laura Cioni a ricordare a politici e giornalisti di non essere puritani. Ma che c’entrano i magistrati? Non mi pare abbiano espresso giudizi: semplicemente indagano su ipotesi di reato (concussione e prostituzione minorile). Tutto qui.