BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

LETTURE/ Da Pericle a Kennedy, la storia smentisce i predicatori dei buoni costumi

Pubblicazione:

Villa San Martino, Arcore (Ansa)  Villa San Martino, Arcore (Ansa)

L’imperatore Carlo Magno conquistatore di terre, protettore della Santa Chiesa, ha più mogli, secondo alcuni sei, secondo altri addirittura otto e, per esprimersi con l’ironia dei suoi storici, non tutte una dopo l’altra.
E’ poi noto che anche nei Sacri Palazzi le donne non furono sempre escluse. Basta il nome di   Alessandro VI Borgia, al quale il fatto di avere avuto figli prima di essere innalzato al soglio pontificio non impedisce di favorirli in ottime posizioni di prestigio e di potere.
Ma veniamo a tempi più recenti, a volti più noti: che dire del primo presidente cattolico degli Stati Uniti, campione della nuova frontiera, eroe di una generazione di giovani, che notoriamente se la spassava con le star del cinema, prima tra tutte  Marylin Monroe?
 
La storia è piena di nefandezze e i palazzi del potere sono covi di vizi, quasi come in una amplificazione delle mete che gli uomini possono e vogliono raggiungere. Ciò non è affatto per dire che mal comune è mezzo gaudio. Mai proverbio è più falso di questo.
E’ solo per ricordare ai politici, ai giornalisti, ai magistrati che alzano le pietre contro Arcore da predicatori di buoni costumi che  in un’epoca non più vittoriana, ma anzi edonista a oltranza, il puritanesimo è avvilente quasi quanto il vizio che vorrebbe colpire. Il moralismo è un’astrazione, sogna una perfezione che non c’è.
Un solo uomo avrebbe potuto alzare la prima pietra, un discendente di Davide. Non l’ha fatto.



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.  


COMMENTI
22/01/2011 - poveri puritani1 (Vittorio Pompei)

Ai tempi del post-sessantotto un mio collega per sfottermi sulla mia presunta "repressione cattolica" sessuale mi diceva che anche Gandhi ogni sera cercava giovani donne vergini per rilassarsi! Dove è finita la buona "libertà sessuale" di questi nuovi puritani?

 
21/01/2011 - Quale bellezza? (Andrea Trombetta)

Grazie, Laura, per questa piacevole carrellata di puttane e concubine, e dei loro tanto potenti quanto sventurati amanti, dove la sventura è ben documentata dallo stesso salmista una volta conscio del suo peccato. Se ha ragione Doninelli, se sarà la bellezza a salvare l'Italia insieme al mondo, non vale la pena di ambire a qualcosa di più?

 
21/01/2011 - Attenzione al moralismo (GIOVANNI PIERONI)

Anche lo stile di vita per un governante ha la sua importanza. Ma bando al moralismo per cui un comportamento immorale è stigmatizzato solo per fini di bassa politica. Reati veri e propri poi per ora non emergono, a meno che non si voglia tentare ancora la strada delle persecuzioni giudiziarie. E sotto sotto, secondo me, c' è anche dell' invidia, da parte di chi certi "exploits" non se li può permettere

 
21/01/2011 - cara5cert6 (maria schepis)

Concordo che sesso e potere sono andati spesso a braccetto e che certi pruriti moralistici sono alquanto ipocriti ma le vicende di questi giorni sono profondamente diverse,certo Ruby non è Aspasia e la Minetti non è la Monroe ,e il nostro premier,con tutto il rispetto, non mi pare,non dico Socrate ma nemmeno un Kennedy,comunque neanche questo è il punto.Lo scandalo consiste nella sfrontatezza dei comportamenti,nella normalità che ad essi si vuole attibuire,nella diseducazione a cui adducono.Trovo deprimente che un primo ministro si rivolga alla nazione per rinnegare e/o giustificare i suoi "momenti di relax"e che ciò avvenga perchè lo ascoltino tutti dai pensionati ai bambini,se tali discussioni avessero riguardato altri sarebbero state trasmesse in fascia protetta.E' amorale tutto il contesto: dai padri,le madri,i fratelli che spingono a tirare sul prezzo, alle improponibili ragazze che non vogliono lavorare a mille euro al mese come i tanti numerosi e splendidi nostri giovani,spesso con laurea e master,che si ritengono fortunati quando riescono a farlo.E' il sovvertimento dei valori di una nazione il vero scandalo.

 
20/01/2011 - Che c’entrano i magistrati? (Giuseppe Crippa)

Davvero la storia è ricca di dissolutezze commesse da uomini di potere. Ne sono state elencate alcune ma ce ne sarebbero moltissime altre i cui protagonisti, se potessero, chiederebbero di essere compresi nell’elenco a motivo della loro maggior importanza storica se non dei loro comportamenti ancora più licenziosi di quelli citati. E fa bene Laura Cioni a ricordare a politici e giornalisti di non essere puritani. Ma che c’entrano i magistrati? Non mi pare abbiano espresso giudizi: semplicemente indagano su ipotesi di reato (concussione e prostituzione minorile). Tutto qui.