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COMUNISMO/ Erika Kadlecová: solo la Chiesa salva la libertà di non credere in Dio

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Praga, 1988 (Imagoeconomica)  Praga, 1988 (Imagoeconomica)

Erika Kadlecová (1924) è un nome che difficilmente si trova nelle pubblicazioni dedicate alla Primavera di Praga. Eppure questa sociologa in quel periodo ricopriva l’importante incarico di direttrice del Segretariato per gli affari delle Chiese presso il ministero della Cultura, che fino a poco tempo prima era stato retto dallo stalinista Hruza. Le cosiddette «democrazie popolari» erano solite istituire questi uffici non tanto per normalizzare i rapporti con la Chiesa, quanto perché intervenissero a limitarne il raggio d’azione.

La Kadlecová faceva parte di un gruppetto di sociologi marxisti, ricercatori presso l’Accademia cecoslovacca delle scienze, che dall’inizio degli anni ’60 cercavano un approccio meno ideologizzato al problema religioso, tentando di analizzarlo dal punto di vista sociologico. Dopo il colpo di Stato che nel ’48 a Praga aveva portato al potere i comunisti, la sociologia era stata espulsa dalle università, e fino agli inizi degli anni ’60 fu considerata una «pseudo-scienza borghese» che, quando si occupava del fenomeno religioso, lo faceva in chiave negativa.

Al contrario, la Kadlecová, durante il suo breve incarico durato dal marzo ’68 al giugno ’69, cercò di semplificare il ritorno della Chiesa alla normalità dopo decenni di politica antireligiosa. Ma dopo l’invasione sovietica di agosto e l’avvio del processo di «normalizzazione», iniziarono le epurazioni: l’«ateismo scientifico» prese il posto della sociologia della religione, la Kadlecová fu sostituita dal riciclato Hruza e il suo nome comparve solo nei rapporti della polizia (la sorvegliavano agli incontri degli ex-comunisti) e nei canali del samizdat.



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COMMENTI
03/01/2011 - Fantastico! (Francesco Giuseppe Pianori)

C'era ancora chi sapeva pensare con la propria testa. Adesso è chiaro a tutti il motivo del crollo del comunismo e la vittoria dell'esperienza cristiana. Ancora oggi,in Occidente, c'è chi si illude di poter dare una risposta all'uomo senza tener conto della fede. Si vuole costruire un'Unione Europea che emargini la Chiesa e i cristiani. Veramente stupido! E fallimentare...