BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

150 ANNI/ Borghesi: solo la Chiesa può difendere l’Italia dal "mito" del Risorgimento

Pubblicazione:

Foto: Imagoeconomica  Foto: Imagoeconomica

Se così è non si tratta però, oggi, di capovolgere la retorica nazionale e di celebrare, al posto di questa, la “disunione” d’Italia: il Nord contro Sud, le isole contro il continente, ecc. Non si tratta, cioè, di celebrare un’altra retorica, nordista o sudista che sia. È a questo livello che si situa la preoccupazione presente, pienamente legittima, della Chiesa. Come ha scritto sul Corriere della Sera Aldo Cazzullo: “Paradossalmente, a salvare quel Risorgimento che fu fatto contro la Chiesa potrebbe essere proprio la Chiesa”. Nella scomparsa dei grandi partiti di massa, Dc e Pci, che erano anche grandi collettori popolari di appartenenza nazionale, la Chiesa è l’unica realtà universale e popolare ad un tempo.

Vuole, oggi, tenere unito un popolo perché lo considera un valore, una vittoria sugli egoismi e sulle barriere, e ciò indipendentemente dal giudizio, che può essere anche fortemente critico, sulle modalità storiche con cui si è realizzata l’unità italiana. Può farlo perché differentemente dai componenti della ex-Jugoslavia o dal Belgio attuale, diviso tra fiamminghi-protestanti e valloni-cattolici, il nostro Paese è formalmente unito sul piano religioso. Questo non prelude ad una prospettiva “giobertiana”, assolutamente fuori luogo e fuori tempo. Il temporalismo è finito e ciò, come ebbe a dire Paolo VI, è stato un risultato provvidenziale dell’Unità. Indica piuttosto che la Chiesa sostiene un vincolo di solidarietà, una tradizione di legami e di ideali,una storia comune.

Un’Italia spezzata diverrebbe una nullità politica in Europa e nel mondo. Un’Italia unita ha un ruolo di rilievo nella mediazione tra Est ed Ovest e tra Nord e Sud nel quadro mediterraneo. Una mediazione a cui anche la Chiesa tiene per poter promuovere il suo ruolo di pace e di equilibrio nel mondo.
 



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.  


COMMENTI
23/01/2011 - gente nuova e idee nuove (francesco taddei)

Certo è strano che tale iniziativa venga dal Vaticano anzichè dalla politica. Oggi che la lega contesta anche la rilevanza della lingua italiana sul dialetto. Strano che la Chiesa faccia questa iniziativa dopo che per 70 anni la DC ci ha imposto un'identità molle, "frattiniana", del "prego, servo vostro", dove tutti volevano fare gli americani. C'è bisogno di queste iniziative ma fatte dai giovani, non da prelati stagionati. occorre recuperare un'identità orgogliosa e solidale, non la solita "pizza e mandolino". Un'identità che unisca verso l'alto le basse diversità degli italiani. Una spinta opposta a quella che stiamo vivendo, in cui siamo tutti "tirolesi".

 
08/01/2011 - gli Italiani c'erano. L'Italia è stata fatta male (attilio sangiani)

Occorre invertire completamente la celebre frase. L'Italia ,come Stato unitario,è stata fatta nel peggiore dei modi : con la violenza predicata da Mazzini,con l'oro dei massoni anglosassoni che ha finanziato la spedizione di Garibaldi,allo scopo di distruggere la Sede del cattolicesimo. Garibaldi era il Gran Maestro della Massoneria italiana. I siciliani si sono sollevati perchè ingannati dal "biondo eroe",che ha fatto credere loro che avrebbero recuperato la indipendenza della Sicilia dai Borboni di Napoli. Dalla "padella nella brace",perchè poi sono finiti sotto Vittorio Emanuele 2°,che ha creato uno Stato vorace e accentratore. Cavour ha usato il machiavellismo più rivoltante,approfittando delle debolezze sessuali di Napoleone 3° ( la Castiglioni...). Mentre la vera unità degli Italiani era già creata da secoli,da Dante,almeno,( se non dal Regno d'Italia longobardo e poi caroligio )in avanti. Mancava una svolta federale,come proponevano pensatori tipo Cattaneo,Gioberti,anche il vero Pellico e,penso,anche il Manzoni,andato" a sciacquare i panni in Arno",non a Torino . Le celebrazioni dovrebbero,semmai,suggerire un raddrizzamento,che faccia recuperare le vere "radici",togliendo quelle false e marce. Mi pare che Napolitano,invece,le collochi nel periodo e nei personaggi sbagliati. Solidarietà,Sussidiarietà,Responsabilità mi sembrano i "valori - radici",fondati sulla comune fede cristiana. Ciò varrebbe anche per l'Europa .....

 
07/01/2011 - Italia derisorgimentalizzata (Mario Bellotti)

Se la Chiesa riuscisse in quest'operazione culturale di demitizzazione degli eroi risorgimentali e contemporaneamente di rafforzamento dell'identità unitaria sarebbe un gran bel successo. Una domanda però mi attanaglia da anni: secondo Lei, quest'operazione non dovrebbe comprendere in qualche modo anche un recupero dell'eredità culturale, politica ed economica del Regno delle Due Sicilie? In fondo, fu proprio quello il regime politico che si schierò più apertamente a favore della Chiesa cattolica, credendo e adeguandosi al dogma delle tre chiavi del potere pontificio e andando incontro, anche per questa posizione, all'isolamento internazionale e alla sconfitta definitiva. Non ricordo in questi ultimi anni una dichiarazione che sia una delle alte gerarchie vaticane o della CEI a difesa della buona memoria di quell'eredità politica, squisitamente italiana, contro la quale sono stati fondati i quattro filoni epici della storiografia filo-risorgimentale tuttora ahimé in auge.