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SCOPERTA DELL’AMERICA/ L’esperto: vi spiego perché Colombo era un "atipico crociato"

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Benché al di là delle Colonne d’Ercole vi fosse l’ignoto, tutti all’epoca sapevano che la Terra era sferica. I maggiori scienziati, inoltre,  non potevano che essere uomini di Chiesa: nelle università, tenute a battesimo da Papi e sovrani cattolici, i professori prendevano gli ordini minori, erano chierici. La Chiesa, quindi, rappresentava l’avanguardia scientifica. La commissione di saggi voluta dai regnanti spagnoli contestò il viaggio per ragioni puramente tecniche. Non pensava fosse fattibile. E, in fondo, aveva ragione. Tra gli errori compiuti, Colombo utilizzò anche un’unità di misura sbagliata.

Cambia, con la scoperta, la concezione dell’uomo e del mondo. In che modo?

Il mondo, da un parte, si dilata. Gli uomini medievali lo concepivano come tre continenti abitati: Europa, Asia e Africa. Con la scoperta dell’America, diventa più grande. Ma, dall’altra, si comprime. Una volta varcate le Colonne d’Ercole - limite fisico e mentale, per gli antichi -, e una volta che, effettivamente, gli eredi degli esploratori giungeranno nell’Indie passando per l’America, il cerchio si chiude. L’indeterminato diventa determinato.  Se il mondo manteneva una dimensione infinita di mistero, il prenderne consapevolezza e rimuovere il mistero, lo ha rimpicciolito.

Quale spirito animò il viaggio di Colombo?

Il dibattito è aperto. Non resta che fidarsi di quanto lui stesso diceva di sé. Nel suo diario scrisse che intendeva trovare una strada alternativa alla Via della seta. Voleva giungere all’oriente estremo bypassando l’oriente islamico. Va ricordato che siamo ancora in epoca cristiana, e Colombo era una persona profondamente religiosa. Sognava uno scambio di ricchezza tra Oriente e Occidente tale da permettere di ottenere le risorse per riconquistare il Santo Sepolcro. Fu un obiettivo spesso nascosto, non sempre esplicito, ma pur sempre presente nel  profondo del proprio animo. In un certo senso, Colombo fu un crociato molto atipico. Voleva, inoltre, “raccordare” il mondo, rendendo la sfericità della Terra esperienza condivisibile della natura manifesta.




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