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LETTURE/ Lo "sconosciuto" cattolico Václav Renc, Stalin e le piume di Leopoldov

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Václav Renc (1911-1973)  Václav Renc (1911-1973)

Negli anni di carcere Renc compone tre affreschi di tematica mariana: La cenerentola di Nazaret, Leggenda praghese e La luce di Loreto. Lo stimolo per queste composizioni è l’esperienza del carcere, il significato di questa prova alla luce della fede, il desiderio di resistere e sopravvivere. La Cenerentola di Nazaret è un poema di oltre mille versi tutti in rima, uscito da Leopoldov e ricomposto grazie alla memoria dei compagni di detenzione. «I suoi versi – ricorda B. Rejman – circolavano segretamente fra i detenuti, molti se li imparavano a memoria, erano un sostegno per tutti coloro che non volevano lasciarsi sopraffare». Maria è l’«umile Cenerentola» destinata dalla Provvidenza a diventare Regina. Renc rilegge poeticamente gli avvenimenti biblici presentandoli in una sorta di catechismo rimato. 

La luce di Loreto presenta le litanie lauretane in forma di meditazioni poetiche. L’io lirico non si accontenta di denunciare l’ingiusta condanna subita ma, conoscendo la fragilità umana in balìa del peccato, è grato dell’esistenza di «Uno più grande» capace di penetrare le tenebre e destare l’anima dal torpore. 

Il testo della Leggenda praghese si riferisce alla distruzione della colonna mariana in piazza della Città Vecchia a Praga nel 1918. Renc prende ispirazione dalla figura di Franta Sauer, uno di coloro che avevano partecipato all’azione. Sauer era poi morto in un ospedale gestito dalle suore, dove si era pentito e aveva ricevuto l’estrema unzione. Il poeta non giudica il suo gesto, preferisce seguire lo sviluppo interiore del personaggio fino alla conversione. 

La fede di Renc è quella dei semplici, e a loro sono indirizzate le sue poesie-preghiere che, in lingua originale, hanno una musicalità e un ritmo che le rendono piacevoli e fresche, come filastrocche per bambini. «Come autore – confidò, – di natura mi reputo un sintetizzatore, un armonizzatore, e dunque mi è fortemente estranea la mentalità dominante scettica, ironica e analitica»

Nel ’62 Renc è finalmente rimesso in libertà, ma ha la salute compromessa. Benché ancora all’indice, può impiegarsi come drammaturgo al teatro Stibor di Olomouc, mentre riprende a lavorare ai suoi testi: scrive nuovi versi e pièces teatrali, traduce poesie e drammi (Petrarca, Shakespeare, i greci, Ibsen, Goethe…), scrive per il teatro delle marionette, rielabora il cantorino e si dedica alla traduzione poetica dei salmi.



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