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LETTURE/ Lo "sconosciuto" cattolico Václav Renc, Stalin e le piume di Leopoldov

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Václav Renc (1911-1973)  Václav Renc (1911-1973)

Se si demolissero le possenti mura dell’antica fortezza slovacca di Leopoldov, destinata dopo il 1948 a ospitare come carcere di massima sicurezza i «nemici del popolo», si potrebbero trovare ancora poesie e altri testi nascosti sotto l’intonaco da scrittori, teologi, professori, condannati a lunghe pene detentive durante i processi-farsa dell’epoca staliniana. Fra costoro occupa un posto particolare il poeta cattolico Václav Renc, di cui quest’anno ricorre il centenario, essendo nato il 18 novembre 1911 a Vodochody, a nord di Praga, in una famiglia di modeste origini. 

Václav si laurea nel ’36 con una tesi su Bergson, e nello stesso anno sposa Alena Sedláková, una giovane di famiglia benestante, dalla quale avrà tre figli. Risale all’inizio degli anni ’30 la conversione del giovane dall’hussitismo al cattolicesimo, che costituirà per lui la fonte di ispirazione e il sostegno quotidiano durante gli anni di detenzione, penetrando tutta la sua opera. La prima raccolta di poesie, Fermenti (1933), è recepita favorevolmente dalla critica. Durante l’occupazione nazista si dedica alla traduzione e alla stesura di opere teatrali. 

Nel dopoguerra la famiglia Renc va a vivere a Olomouc dove Václav, pur non potendo pubblicare a causa del veto politico imposto dal Sindacato degli scrittori, lavora per il teatro. Ma già allora la stampa comunista, forte dell’appoggio riscosso nella società grazie al contributo dell’Armata Rossa nella liberazione della Cecoslovacchia, si scaglia contro l’editoria cattolica, accusandola falsamente di aver collaborato con gli occupanti tedeschi. Vengono colpiti gli autori di ispirazione cristiana che rifiutano di uniformarsi ai dettami del realismo socialista.

Il 21 maggio 1951 anche Renc viene arrestato e condannato a 25 anni di carcere, da scontare inizialmente a Leopoldov, dove sono detenute numerose personalità della vita culturale, religiosa e politica che avevano contribuito alla nascita della prima repubblica cecoslovacca. «La lavorazione della piuma – ha scritto un ex detenuto – può trasformarsi in occupazione profondamente intellettuale… La piuma umida e fetida viene rovesciata sui tavoli, illuminati da deboli lampadine… A un tavolo, un prete insegna l’inglese… a un altro tavolo si decide la pastorale futura della nostra Chiesa. Si parlava dell’infallibilità papale, delle sfumature della filosofia tomista, del Big Bang e dell’evoluzione».



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