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LETTURE/ Lo "sconosciuto" cattolico Václav Renc, Stalin e le piume di Leopoldov

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Václav Renc (1911-1973)  Václav Renc (1911-1973)

Nel 1968, nei mesi euforici della Primavera di Praga, può finalmente tornare a pubblicare, escono altre liriche composte in carcere e la sua traduzione di Stille Nacht, ma dal 1970 viene di nuovo censurato, e nel ’73 muore. Invano si cercherebbero antologie sue o di altri poeti cattolici cechi in traduzione italiana, mentre possiamo leggere autori che, prima di convertirsi al dissenso, negli anni 50 inneggiavano a Stalin. «Non ho fatto parte di coloro che hanno determinato la corrente, né di coloro che si sono lasciati trascinare – aveva detto in una memorabile serata del ’68. – È stato un mio errore. Ne ringrazio Dio».

Presentiamo la poesia Cella d’isolamento, composta a Leopoldov nel ’53 e pubblicata nell’articolo dedicato al poeta, uscito sul bimestrale «La Nuova Europa».

 

«Umiliato fino a toccare le radici
schiacciato fino in fondo al cuore,
così solo da dimenticare me stesso,
così immerso nelle tenebre guardo verso di voi,
spiriti della luce, amati dal fuoco!
E vi sostengo io, albero senza frutti
sui rami bruciacchiati in cui soffia costante
la linfa di ogni primavera, remota e perduta.
Grazie, mio Dio, grazie per la tua libertà
che canta al cuore, che geme sulla lingua,
grazie per le braccia affaticate dalla croce!
Perché tutto è dono
»

 



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