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CERTEZZA/ Belardinelli: solo la realtà può sfidare il nichilismo felice

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E l'esistenza diventa una immensa certezza  E l'esistenza diventa una immensa certezza

Traggo da queste bellissime parole due riflessioni strettamente connesse tra loro. La prima riguarda la natura relazionale dell’uomo, anzi la sua natura familiare. L’uomo è un animale familiare e, in quanto tale, egli ha un costitutivo bisogno di familiarizzare col mondo, di sentircisi a casa. Vi arriva senza averlo scelto e lo trova spesso pieno di dolore, insidie, incertezze. Grande è dunque la tentazione di dire che vi arrivi “gettato” dal caso. Ma il seno di nostra madre, come dice Esposito, ci salva da questa insensatezza. Quand’anche la durezza della vita ce lo faccia dimenticare, tutti siamo stati una perla in uno scrigno. Precisamente questa relazione è la nostra certezza originaria, quella che continuamente ricerchiamo nel mondo che abitiamo.

La costruzione di sé, di cui oggi tanto si parla, la nostra incessante ricerca della felicità implicano in fondo questa certezza, potremmo anche dire che sono tanti modi di ricostruirla. Ma, e qui inserisco la mia seconda riflessione, quest’opera di ricostruzione, che è sempre una sorta di opera di “riconciliazione” con il mondo nel quale siamo arrivati, non si realizza mai in solitudine. Abbiamo bisogno degli altri; soprattutto abbiamo bisogno di educazione. Ne abbiamo bisogno, non per diventare buoni cattolici, buoni cittadini o per imparare un mestiere, ma semplicemente per ritrovare la nostra strada nel mondo, la nostra certezza, appunto, e diventare ciò che siamo: uomini, diciamo pure, persone, la cui irripetibile unicità si esprime sempre in un tessuto di relazioni costitutive; persone che tanto più avranno sperimentato la “grazia” di essere state guardate con amore da altre persone (che cos’è l’educazione, se non questo?!), e tanto più sapranno districarsi nel mare della vita.

Va da sé, e Costantino Esposito lo ha mostrato molto bene, stiamo parlando di una certezza che non è quella degli “uomini sodi” di cui parlava Pirandello, dove la durezza, le inquietudini e le contraddizioni della nostra esistenza vengono tutte sopite. Al contrario. Parliamo di una certezza che per certi versi addirittura le esaspera, consentendoci anche di affrontarle senza paura, senza disperazione e anzi col sorriso. Non so neanche perché, ma è proprio al sorriso che mi fa pensare questa certezza.

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