BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

NOBEL 2011/ Rondoni: la poesia di Tranströmer, una finestra sul reale

Pubblicazione: - Ultimo aggiornamento:

Tomas Tranströmer - Foto Ansa  Tomas Tranströmer - Foto Ansa

In queste ore tra l’altro molti media rilanciano la notizia che Trastroemer sarebbe stato pubblicato in Italia solo dall’editore Crocetti in una antologia e in un libro in uscita, mentre in realtà altri due volumi (edizioni del leone e Centro mondiale della poesia) uscirono appunto negli anni ’90. Doppia ignoranza, quasi patetica. Su cui è lecito ridere sopra, secondo la medesima lezione del poeta svedese, teso come i grandi poeti del nostro tempo a farci entrare in una visione del reale che sfugge all’orgia della visibilità che vorrebbe regnare su tutto.
La professione di psicologo ha reso lo sguardo del poeta più attento e vigile alle aperture di senso sfuggente, alle ferite del visibile, alle stupefazioni dell’uomo che si trova immerso in un “grande mistero”. E’ uno dei poeti in cui la soglia tra religiosità e acume dello sguardo si fa sottile e giustamente labile e forse inesistente, come mostra la grande tradizione nordica della letteratura più grande. Molte sue poesie creano un disagio di spaesamento, un’interrogazione inquieta sul reale e sull’uomo. Come aperture, appunto, nelle quali non siamo disposti spesso a mettere lo sguardo e il cuore. Ma è di questi inquieti tarkovskiani stalker, di questi viandanti dell’invisibile che abbiamo bisogno, per non seppellirci sotto la coltre disumana del risaputo, del dato senza movimento, o del visibile impoverito.



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.