BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

DIBATTITO/ La scienza nemica dell'autorità? Caro Touraine, rileggiamo Péguy

Pubblicazione:

Antico e moderno a Parigi (Imagoeconomica)  Antico e moderno a Parigi (Imagoeconomica)

Un tale rischio è tanto più rilevante quanto più l’organizzazione burocratico-formale definisce ruoli e funzioni, più che persone e desideri. Ogni organizzazione sociale, come intuiva Luhmann, deve poter ignorare le differenze per permettersi di essere efficiente: la differenziazione, la personalizzazione, logorano l’apparato istituzionale in quanto tale, diminuendone l’efficienza. Un rapporto da persona a persona è faticoso: richiede tempo, disponibilità, volontà, empatia, ha bisogno di essere sostenuto, anche sul piano istituzionale. 

Quali sono i criteri che consentono un percorso di riconoscimento? Non è un caso che Alain Touraine faccia l’esempio dell’immigrato che deve relazionarsi in una lingua che non è la sua: tra tutte le individuazioni è quella più evidente. Ma veramente bastano solo le categorie sociografiche, che poi spesso non sono che l’aggiornamento sotto vesti colte dei più noti stereotipi, per individualizzare e riconoscere l’altro? Non è forse giunto il momento di cominciare a rendersi conto di come, se dietro ad ogni rapporto educativo – qualunque siano le fatiche e le distanze, le strutture e i limiti – c’è in gioco una relazione umana tra due persone e che è questa, e solo questa, che fonda l’autorevolezza della dimensione dell’educare, allora occorre dire che un tale percorso di riconoscimento è essenzialmente quello del desiderio che l’altro si porta dentro? Un desiderio che, nel caso del rapporto educativo, risiede tanto in chi ascolta quanto in chi insegna? 

Se, come dice Touraine citando Hannah Arendt, il soggetto umano ha il diritto ad avere diritti, questi sanciscono prima di tutto una preoccupazione per l’uomo in quanto tale, ad un tempo docente e discente. Si tratta allora di recuperare un principio antropologico che il nostro universo strutturato e strutturante sembra aver dimenticato. 

Scrive Péguy: “L’umanità oltrepasserà i primi dirigibili come ha fatto per le prime locomotive ... dopo la telefotografia inventerà costantemente delle grafie, delle scopie e delle fonie, che non saranno meno ‘tele’ le une delle altre e si potrà fare il giro della terra in meno di niente. Ma non sarà mai altro che la terra temporale, ma non sarà mai altro che la terra carnale”. 

Rilette ad un secolo di distanza queste righe danno i brividi e spingono a riflettere. Recuperare il soggetto, nella sua unicità, sembra costituire il punto cruciale della società contemporanea.



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.