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PASOLINI/ Quel 2 novembre, a Ostia, il ritorno alla terra di un "senza patria"

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Pier Paolo Pasolini sul set di Accattone (Foto Ansa)  Pier Paolo Pasolini sul set di Accattone (Foto Ansa)

In quella stessa chiesa di Santa Croce è custodita la lapide che è all'origine di una delle opere del periodo friulano di Pasolini, un testo teatrale pubblicato postumo nel 1976, I Turcs tal Friuli (in italiano, I turchi in Friuli). La lapide infatti era un ringraziamento per lo scampato pericolo dalle invasioni turche del 1499. L'opera, scritta nel 1944, rivela quel sogno che Pasolini avrebbe inseguito per tutta la vita: un luogo in cui sentirsi pienamente a casa. L'epica cristiano-contadina del Friuli che si era opposto ai Turchi e che aveva un suo risvolto d'attualità nel Friuli che si opponeva ai nazisti, era un'epica di cui Pasolini si sentiva non spettatore ma parte. Ce ne si rende conto leggendo la stupenda preghiera corale che apre il dramma (il testo è in realtà scritto in uno stupendo dialetto): «Cristo, pietà per il nostro paese...  Oggi c'è la morte qui attorno... Ma noi ci ricordiamo che un'altra volta tanti secoli fa, quando i Turchi hanno bruciato e distrutto tutto il Friuli, Tu hai avuto pietà del nostro paese, hai fatto il miracolo di salvarlo. E noi siamo ancora contenti di quel miracolo e Ti ringraziamo ancora... Allontana un'altra volta il pericolo e la morte, lasciaci qui ancora a vivere e patire e pregarTi e morire in pace». Pasolini aveva allora 22 anni, era in quella  stagione della sua vita che avrebbe chiamato la "meglio gioventù".

Nella raccolta di poesie che prende quel titolo, ce n'è una intitolata Ciant da li ciampanis (Canto delle campane), che chiude così: «Io sono un spirito d'amore, che al suo paese torna di lontano». In quel desiderio di tornare c'è lo struggimento che segnò tutta la vita di Pasolini  («Non piango perché quel mondo non torna più, ma piango perché il suo tornare è finito», scrive in un altro verso della Meglio gioventù). Per tutto questo la sosta a Casarsa davanti alla tomba di Pasolini è un'esperienza che comunica quello stesso struggimento e riempie di commozione.

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