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DIBATTITO/ De Rita: via Berlusconi, rischiamo i "piccoli Mussolini"

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Scontri in piazza negli anni 70 (Imagoeconomica)  Scontri in piazza negli anni 70 (Imagoeconomica)

Il berlusconismo è finito perché è finito Berlusconi. È finito un modo di concepire il potere, una esaltazione del proprio ego fatta senza vincoli etici. Ma sarebbe un errore sottovalutare il fatto che c’è un’Italia che non si riconosce nelle culture di élite, ma nelle culture collettive, e che in fondo Berlusconi anche questo è stato, una reazione alle culture d’élite. E se oggi resta un senso di fastidio per Monti o Napolitano, non è perché hanno sottratto il governo a Berlusconi, ma perché sono il ritorno delle élites rispetto a un popolo che vuole fare da solo.

Come vede il futuro di questa fase così difficile per il paese?

Non alla sua fine, che è stata una tragedia collettiva, ma all’inizio Berlusconi è stato abilissimo nel reagire a una cultura d’élite, da lui sempre descritta come di sinistra. Quell’ispirazione resta ancora, e se qualcuno non la prenderà in mano, finirà per riesplodere come rancore nazionale o sociale.

Altan: «l’Italia sta diventando un paese di serie B. Chissà come ci monteremo la testa adesso».

Mah. Preferisco dirlo in maniera più seria. Andreatta, in polemica con Formica, gli disse «sei un nazionale socialista». Nulla a che vedere ovviamente con il nazionalsocialismo hitleriano; Andreatta voleva indicare la difesa dell’orgoglio e dell’interesse nazionale combinato alla difesa dei diritti acquisiti. Non credo che ci sia un leader già pronto, ma fra tre o quattro anni, se continua questo meccanismo di incomprensione tra popolo ed élites, potrebbe diventare questo il senso della frase di Altan: ci monteremo la testa e faremo i piccoli Mussolini - che non a caso era, almeno all’inizio, nazional-sociale.

(Federico Ferraù)



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COMMENTI
21/11/2011 - Sottoscrivo (Alberto Consorteria)

Sottoscrivo ogni parola: l'analisi della mancanza di una borghesia responsabile, degli Junkers, è convincente. Però De Rita dimentica troppe cose. Questa rilassatezza coinvolge la famiglia, espressione e prima società di quella borghesia. Le nostre famiglie si disgregano. E cosa fa la collettività? Dice loro: se siete in difficoltà rilassatevi e divorziate. Lo stesso con l'aborto. La collettività non investe nell'aiuto alla vita, e la prima cosa che la collettività dice a una ragazza in difficoltà non è "fai uno sforzo, ecco un po' di soldi per aiutarti", ma "abortisci, è un tuo diritto". Queste sono le cose che la borghesia mondiale ci ha detto in questi ultimi 50 anni. Questa borghesia leader ha rinunciato al principio di autorità, alla famiglia e alla vita. Il suicidio politico di oggi è la necessaria conseguenza di questo suicidio sociale di allora.