BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

DIBATTITO/ Barcellona: perché un giovane si dovrebbe "indignare"?

Pubblicazione: - Ultimo aggiornamento:

Foto Ansa  Foto Ansa

Apparentemente sono il centro della scena. Non c’è commentatore politico-culturale che non ponga come assolutamente prioritario il problema dei giovani e del loro futuro. Il nuovo Presidente del Consiglio li ha ricevuti innovando sulle prassi precedenti come i nuovi veri interlocutori dell’azione di governo. Politologi, sociologi e intrattenitori televisivi indicano i giovani come protagonisti di una fase nuova dell’intera storia del Paese. Nei talk show ormai è normale avere un rappresentante dei giovani che esprime le loro idee su ciò che sta accadendo nel mondo. Tuttavia, nonostante questo festival della gioventù, credo che nessuno di noi sappia veramente chi siano i giovani, quali siano i loro vissuti profondi, cosa vogliono dire quando balbettano di debito pubblico e di nuovi beni comuni. Sono stupefatto dalla pochezza, dalla banalità e dalla impersonalità delle frasi che i giovani, intervistati sulle ragioni della loro protesta, pronunciano ai microfoni dei vari intervistatori. Non riscontro alcuna vera innovazione linguistica né alcun tentativo di inventare parole che diano forma a nuovi sentimenti e a diversi modi di stare insieme rispetto alle forme tradizionali del corteo e dell’accampamento dei cosiddetti "alternativi".

Ormai è di moda convocare i rappresentanti degli indignati alle trasmissioni televisive e invitarli ad intervenire con le loro analisi e le loro proposte. Lerner è un maestro di questa nuova retorica dei giovani che entrano in scena ma tutti gli altri si sono adeguati e dal servizio pubblico di Santoro a Piazzapulita di Corrado Formigli abbiamo ormai una costante presenza di componente giovanile per l’intrattenimento serale dell’italiano medio.

Per fortuna il mondo giovanile che cerco di interrogare per capire da dove possa venire una spinta radicale per il cambiamento degli stili di vita, dei desideri e delle fantasie degli esseri umani nostri contemporanei, non si esaurisce in questi spettacolini televisivi dove, ancora una volta, gli adulti tentano di corrompere la creatività giovanile per immetterla nella grande finzione del dibattito pubblico.



  PAG. SUCC. >