BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

STORIA/ Chi era veramente Stalin? Chiedetelo a Molotov...

Pubblicazione: - Ultimo aggiornamento:

Churchill, Roosevelt e Stalin a Yalta nel 1945 (immagine d'archivio)  Churchill, Roosevelt e Stalin a Yalta nel 1945 (immagine d'archivio)

È una bozza puramente menscevica. Nessun governo che si rispetti potrebbe approvare un decreto così falso. Delle due, una: o accettare la richiesta degli americani, senza discutere della violazione dei nostri diritti, e mettere sul tavolo 800 mila dollari; oppure, se vogliamo discutere della violazione dei nostri diritti, chiedere agli americani l’adempimento degli obblighi contrattuali senza concessione alcuna da parte nostra». Il Politbjuro condannò seduta stante i «gravi errori» di Mikojan e alla fine accolse la prima delle soluzioni proposte da Stalin.

Se in questo caso Mikojan si beccò un rimpovero meritato, ben più beffardo appare invece il rimprovero che in quegli stessi giorni Stalin mosse al suo vice Vjačeslav Molotov. Obbedendo a un ordine dello stesso Stalin, Molotov aveva accettato di essere eletto membro onorario dell’Accademia delle Scienze dell’URSS, nomina che era stata caldeggiata con insistenza dall’Accademia in quanto egli era la seconda carica dello Stato. Molotov, che si trovava a New York per la conferenza del Consiglio dei Ministri degli Esteri, aveva quindi preparato una bozza del telegramma di servizio indirizzato al Presidium dell’Accademia con il quale esprimeva il suo consenso e insieme tributava l’immancabile lode al «corifeo di tutte le scienze», e l’aveva mandata, per ogni evenienza, all’approvazione del corifeo stesso. Ricevette questa risposta: «Mi ha molto colpito il tuo telegramma... Veramente ti manda così in visibilio diventare membro onorario dell’Accademia? Che significa la firma “Vostro Molotov”? Non pensavo che potessi emozionarti così tanto per una questione così secondaria. Credo che come alto rappresentante dello stato avresti dovuto avere maggiore considerazione del tuo valore».

Era quello il periodo in cui Molotov aveva felicemente portato a termine importanti negoziati per stringere trattative di pace con gli alleati europei della Germania, e i suoi discorsi e le sue fotografie campeggiavano su tutti i giornali sovietici. Proprio per questo, evidentemente, Stalin aveva deciso di apostrofare il suo vice, baciato dal successo, mostrando ancora una volta chi fosse il padrone di casa. Nella risposta era d’obbligo esprimere la propria gratitudine e pentirsi. «Riconosco di aver commesso una leggerezza», fece eco Molotov avvilito, «diventare membro onorario non mi manda affatto in visibilio. Mi sarei sentito meglio se non ci fosse neanche stata questa elezione. Grazie per il telegramma».

< br/>
© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.