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IDEE/ E se i black bloc bruciassero la macchina di Gianni Vattimo?

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Scontri a Roma il 15 ottobre scorso (Ansa)  Scontri a Roma il 15 ottobre scorso (Ansa)

Dall’altro lato, con Ferraris, troviamo invece una concezione che, pur non rinunciando alla giocosità del pensiero, individua nella socialità la documentalità, uno zoccolo duro con cui fare i conti e che richiama a un oggettivo che comporta responsabilità e la possibilità di giudizi fondati sui fatti. Tra Vattimo e Ferraris, soprattutto, mi pare che si ritrovi il conflitto tra due orientamenti alla filosofia sociale. Uno è quello di Vattimo, legato ai temi del Sessantotto, l’altro quello della più recente filosofia sociale di cui Ferraris è un esponente importante. Da un lato la critica della società e la denuncia dei suoi meccanismi di potere, dall’altro una analisi delle forme della socialità. L’operazione che, ormai da anni, Ferraris sta facendo e che molti seguono con interesse non pare essere presa però molto sul serio in ambito accademico, se è vero che l’Italia può vantare una sola cattedra di filosofia sociale sull’intero territorio nazionale. Nel nostro Paese, del vasto dibattito internazionale si conosce appena la punta dell’iceberg e anche quella solo in parte. Oltre naturalmente al lavoro di Ferraris, si studia quello di John Searle. Gli autori di punta di quel dibattito sono però numerosi: Margaret Archer, Dave Elder-Vass, David-Hillel Ruben, Keith Sawyer, Paul Sheehy, Raimo Tuomela, per fare solo qualche nome.

Se si conoscesse almeno un po’ di più quelle ricerche (per esempio sull’ontologia sociale, l’intenzionalità collettiva o l’emergenza dell’ordine dagli atti di singoli agenti indipendenti), si avrebbero migliori strumenti concettuali per capire e magari affrontare, ad esempio, i recenti fenomeni di terrorismo e di guerriglia urbana. Questi sono svolti a partire da una metodologia accorta che si ispira alle ricerche svolte all’estero. Comportamento degli sciami, decentramento delle decisioni circa l’azione di gruppo, azioni anonime ma identificabili: sono tecniche che si studiano nella filosofia sociale di impronta realista (e perciò non quella di Vattimo). Per coordinarsi, per agire cooperativamente, per essere un gruppo senza essere una massa, o un esercito, bisogna imparare alcune forme di coordinamento. Sono cose che chi si perde nel gioco delle interpretazioni non trova interessanti, ma che per noi, di questi tempi, hanno grande importanza e che dovremmo imparare a capire. Vattimo agita lo spettro di Hitler per difendere il suo debolismo, ma oggi le emergenze sono ben altre e sarebbe bene che lui lo capisse prima che gli tocchi di risvegliarsi dal sonno ermeneutico, scoprendo che le nuove frange anarchiche, che come certi sciami tutto divorano, gli hanno dato fuoco alla macchina.



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