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IDEE/ Così si può battere l’alleanza perversa di partiti e tecnocrati

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Gli indignados spagnoli  Gli indignados spagnoli

Un’altra idea, in fase di sperimentazione in varie democrazie, è quello di coinvolgere i cittadini tramite sorteggi: così vengono costituiti gruppi di discussione che si occupano per un determinato tempo di tematiche definite, ispirandosi evidentemente alle giurie dei tribunali. Il deliberative polling è poi questo metodo esteso a gruppi più grandi, cioè alcune centinaia di cittadini. Ad esempio a Torino nel 2008 è stato sperimentato questo metodo per questioni di immigrazione. In tutti questi modelli viene senz’altro mantenuto il principio rappresentativo e perciò non si tratta di forme di democrazia diretta: hanno valore consultivo, a volte connesso con l’obbligo per il parlamento di tenerne conto. Il potere decisionale, in ogni caso, rimane presso il parlamento.

Con questo nuovo canale creato per garantire il trasferimento dell’opinione politica dalla base al livello decisionale, si riesce ad assegnare una nuova legittimità democratica alla politica rappresentativa. È l’opposto di quanto si cercherebbe di fare imponendo a forme dirette di democrazia l’obbligo decisionale. In tal modo la base democratica rimane “libera” di esprimere la propria spontaneità nei cortei degli indignati e nei referendum, ma che perderebbe se si volesse istituzionalizzala attraverso un sistema di votazioni frequenti. Per questa via il ruolo dei partiti rimane fondamentale ed anzi risulta rinforzato; a patto che essi sappiano riformarsi e mettere in atto queste nuove forme di partecipazione. Altrimenti la participation crisis toglierà loro la necessaria legittimazione, e non soltanto a loro ma al sistema democratico in quanto tale.



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