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HAVEL/ La vera fede di Vaclav? Incontrare Dio sulla soglia

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Václav Havel (Ansa)  Václav Havel (Ansa)

La felicità non è quindi qualcosa che ci venga dato una volta per tutte, bensì qualcosa che continuamente perdiamo e per la quale continuamente dobbiamo combattere... La chiave fondamentale per scoprire il mistero dell’uomo non la si trova nel cervello, ma nel cuore».

Alle stesse tematiche, soprattutto nei primi anni di presidenza, ritornano spesso i suoi discorsi ufficiali, come in quello pronunciato a Filadelfia il 4 luglio 1994, dove sottolinea che non basta ripetere all’infinito l’importanza dei diritti umani per fondare un ordine mondiale più giusto se si dimentica dove questi diritti sono radicati: «La via per la convivenza pacifica e la collaborazione creativa deve partire da ciò che costituisce la premessa di tutte le culture e che è situato nel profondo dei cuori e delle menti umane più di ogni idea politica, di ogni antipatia o simpatia, deve cioè partire dalla trascendenza... Nella vostra Dichiarazione di indipendenza si dice che il Creatore ha dato all’uomo il diritto alla libertà. Sembra che l’uomo possa coltivare questa libertà solo se non dimentica Colui che gliel’ha donata». 

Come non ricordare l’affetto che lo legava a Giovanni Paolo II e al Dalai Lama (entrambi invitati in Cecoslovacchia già nei primi mesi dopo la caduta del Muro), o il binomio verità-libertà tratto dai suoi interventi e sul quale Benedetto XVI ha incentrato la visita nelle terre ceche nel 2009?

Negli ultimi mesi a Hrádecek, nella casetta di campagna, lo accudivano oltre alla moglie alcune suore che hanno raccolto il suo ultimo respiro. «Gli piaceva aver accanto le sue cose, la sua gente, amava l’ordine, i gladioli – ricorda suor Holíková. A volte accennava al fatto che l’uomo, quando si avvicina alla morte, va verso una nuova vita di cui sappiamo poco. La sera ci salutava dicendo: “Beh, che il Signore sia con noi, vedremo come andrà domani!”».

Al termine dell’omelia per il funerale, Duka ha citato il messaggio di Havel scritto per quest’anno dedicato a sant’Agnese di Boemia: «“Cara Agnese, grazie per aver steso la Tua mano a proteggerci il 25 novembre 1989. Per favore, continua a tenerla pronta, forse ne avremo ancora bisogno”. Che Agnese conduca te nel regno della Verità e dell’Amore dove regna Colui che è – come mi dicesti durante il nostro ultimo incontro». 



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COMMENTI
02/01/2012 - Havel come sintesi dell'Europa (sante maletta)

Grazie a Bonaguro per questo ritratto che ci fa capire bene la grandezza di Havel, vero laico e quindi vero homo religiosus.