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ARTE/ La Biennale di Venezia e quelle opere che hanno abbattuto gli steccati

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Veduta di Venezia (Imagoeconomica)  Veduta di Venezia (Imagoeconomica)

E forse la risposta sta in quella dimensione corale che l’arte prende una volta che viene raccolta e ordinata dentro quegli straordinari spazi (in particolare quelli dell’Arsenale e delle Corderie). Si nota più il flusso che i protagonismi; l’insieme che non le individualità. Così chi la guarda, tra curiosità per le soluzioni e la varietà dei linguaggi usati, non sente una distanza, nonostante l’enigmaticità voluta di tante opere. C’è una dimensione partecipativa che non viene incrinata neanche dalla perplessità che certi artisti possono destare; c’è una condivisione delle inquietudini che attraversano la vita del nostro tempo che rende interessanti e persin “familiari” tante opere incontrate.

L’arte contemporanea è un’arte “diffusa”, nel senso che si pensa fuori dagli steccati, che non ha caselle prestabilite e si rende accessibile anche a chi non ti aspetti. Non fornisce risposte e non indica strade. Semmai si fa compagna di strada, se la si approccia anche con spirito critico ma senza preclusioni. È arte senza prosopopea. Probabilmente è anche per questo la Biennale ha vinto la sua scommessa.

 

http://robedachiodi.associazionetestori.it/

 

Chi volesse vedere belle immagini dell’opera di Urs Fisher può andare a questo link

http://www.designboom.com/weblog/cat/10/view/15021/urs-fisher-at-venice-art-biennale-2011.html



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