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IMMACOLATA/ P. Lepori (cistercensi): chi salverà la nostra umanità ferita?

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Raffaello, Madonna Sistina, 1513-14  Raffaello, Madonna Sistina, 1513-14

L’avvenimento dello sguardo - Che cosa può liberarci dalla riduzione del nostro desiderio in lamento, dalla riduzione del grido del nostro cuore in accusa dell’altro, in critica, in vittimismo?    

«Orsù dunque, avvocata nostra, rivolgi a noi gli occhi tuoi misericordiosi!».

È proprio così: ci occorre uno sguardo, uno sguardo diverso dal nostro, uno sguardo che ci rivela qualche cosa di più grande di noi stessi, del nostro bisogno. Se non percepisco qualcosa di più grande del mio bisogno, del mio desiderio, è normale che sia frustrato, che sia scontento, arrabbiato. Infatti, se non c’è niente da desiderare, il desiderio è un tormento gratuito, una piaga senza ragioni il cui solo scopo è di tormentarci. Dunque, un «qualcosa» nel mio cuore che mi affretto a soffocare, a ingannare, a anestetizzare. Se non c’è qualcosa di più grande da desiderare, il desiderio è una malattia, un’allucinazione. E tuttavia, la vita continua a tormentarci. L’uomo contemporaneo è indaffarato a dover vivere nella valle di lacrime facendo finta di non aver bisogno di consolazione. Ma resta nella valle di lacrime, anche quando crede di uscirne attraverso false uscite di sicurezza.   

Ci occorre uno sguardo, uno sguardo diverso dal nostro, uno sguardo che ci riveli qualche cosa di più grande di noi stessi, del nostro bisogno.   

Questo sguardo esiste e si è manifestato. Si è posato sull’uomo, in uno sguardo di carne, lo sguardo di Cristo, Dio fatto uomo affinché Colui che vede tutto possa guardarci come ci guarda nostro padre o nostra madre, nostro marito o nostra moglie, nostro fratello, il nostro amico. Ci occorre uno sguardo che ci sorprende anche e soprattutto quando stiamo esprimendo male il nostro desiderio. Immaginate Marta che si getta su Gesù interrompendo senza riguardo il suo insegnamento; immaginate i suoi occhi pieni di collera, quello sguardo di collera di cui le donne sono specialiste, quello sguardo che mitragliava tutti i presenti, a cominciare da sua sorella; immaginate questo sguardo che si ritrova guardato da Gesù!   

L’avvenimento cristiano è questo. Il nostro sguardo, così come esso si sprigiona dalla condizione umana mal vissuta, che si scopre guardato dagli occhi dell’Eterno, del Misericordioso, del Dio Creatore e Redentore, del Buon Pastore che dà la sua vita per le sue pecore! Il Cristianesimo è questo. E se non è questo, non è, è inutile, inconsistente, non cambia niente, né in noi, né nel mondo.   



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