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IDEE/ Le orge del Principe? La colpa è dei sudditi, parola di Machiavelli…

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A. Bronzino, Lorenzo de' Medici. A lui è dedicato il Principe di Machiavelli  A. Bronzino, Lorenzo de' Medici. A lui è dedicato il Principe di Machiavelli

Mi sono trovato recentemente a rileggere il Principe di Machiavelli, dovendolo spiegare in classe. È ironico trovarsi a leggere pagine così dense di cinismo e spregiudicatezza in un momento in cui, in Italia, sembra che la storia si ripeta. Come nel Rinascimento (ironica denominazione!) si assisteva a lotte insanguinate tra fazioni interessate solo alla presa del potere e all’ostentamento brutale della propria forza, oggi assistiamo a spettacoli di pari efferatezza tra le realtà che sarebbero chiamate alla guida del Paese. Tra orge vere o presunte, politiche o giudiziarie, notturne o consumate sotto i riflettori, a dominare è un senso di disincanto e di scandalo.
C’è chi si accontenta di continuare a scagliare anatemi morali contro la classe politica senza chiedersi come mai, posto che di anatemi morali contro i politici se ne scagliano a bizzeffe da decenni, da destra e da sinistra, nulla sia cambiato di una virgola.

Bene, in Machiavelli ho trovato un’idea che mi ha illuminato. La formulo in modo brusco: l’immoralità nella politica non è che una conseguenza della mancanza di ambizione nel popolo. Nel capitolo 19 del Principe, Machiavelli raccomanda a chi ha il potere una sola cosa: non toccare le donne e i possedimenti dei propri sudditi. Queste sono le uniche due cose che fanno infuriare la massa. Per il resto, fa’ tutto ciò che vuoi. Se ti guardi dal toccare donne e possedimenti personali, ti sei già guadagnato il favore o per lo meno la non ostilità dei più e ti dovrai soltanto occupare di mettere fuori gioco i pochi ambiziosi. Poi il potere sarà totale e incontrastato.
 



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COMMENTI
12/02/2011 - Attualità di Machiavelli (Giuseppe Crippa)

Molto bella questa riflessione di Andrea Staiti: non sapevo che il Presidente del Consiglio, fortemente avverso a qualunque ipotesi di tassa patrimoniale, annoverasse tra le sue fonti di ispirazione anche Machiavelli. Non condivido l’affermazione che l’immoralità del potente sia direttamente proporzionale all’immoralità dell’uomo qualunque perchè ho davanti a me l’esempio di amici che la smentiscono nei fatti, e sono proprio quelli che meno giudicano quanto largamente stromabazzato su giornali e televisioni, ma ammetto che esista una profonda sintonia tra la mentalità della gente e quella di chi li rappresenta: non ci meritiamo una classe dirigente migliore di noi.