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IDEE/ Le orge del Principe? La colpa è dei sudditi, parola di Machiavelli…

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A. Bronzino, Lorenzo de' Medici. A lui è dedicato il Principe di Machiavelli  A. Bronzino, Lorenzo de' Medici. A lui è dedicato il Principe di Machiavelli

Machiavelli ha capito una cosa grandiosa: il Principe (che al tempo di Machiavelli era una singola persona, ora si incarna in realtà più o meno numerose) può esercitare la propria forza sprezzante e nichilista soltanto di fronte a un popolo fondamentalmente inerte, che non ha aspettative o esigenze e che non si lamenta a patto che non gli si tocchino le donne e i possedimenti, in altri termini, a meno che non gli si pestino i piedi proprio sulla soglia di casa.

L’immoralità del potente è direttamente proporzionale all’immoralità dell’uomo qualunque. Il fatto che si tratti di due forme d’immoralità diverse (nel potente sfarzosa e ostentata, nell’uomo qualunque silenziosa e indifferente) non deve confondere. Se mai vi sarà una rinnovata moralità nell’ambito di chi detiene il potere, questo dipenderà da quanto il popolo ricomincerà a desiderare (per riprendere i termini del recente rapporto Censis), cioè ad essere esigente, ambizioso, anche nei confronti della politica. Solo di fronte a un uomo che desidera l’infinito e non appena che non gli si portino via donna e possedimenti il Principe è costretto a cambiare mentalità, starei per dire, proprio se intende mantenere il potere!

Ma c’è, oggi, qualche cosa capace di ridestare questo desiderio nel popolo e far tremare Principi vecchi e nuovi?



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COMMENTI
12/02/2011 - Attualità di Machiavelli (Giuseppe Crippa)

Molto bella questa riflessione di Andrea Staiti: non sapevo che il Presidente del Consiglio, fortemente avverso a qualunque ipotesi di tassa patrimoniale, annoverasse tra le sue fonti di ispirazione anche Machiavelli. Non condivido l’affermazione che l’immoralità del potente sia direttamente proporzionale all’immoralità dell’uomo qualunque perchè ho davanti a me l’esempio di amici che la smentiscono nei fatti, e sono proprio quelli che meno giudicano quanto largamente stromabazzato su giornali e televisioni, ma ammetto che esista una profonda sintonia tra la mentalità della gente e quella di chi li rappresenta: non ci meritiamo una classe dirigente migliore di noi.