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IDEE/ Caro Barcellona, l'io non è minacciato dal Capitale ma dall'attentato al Padre

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Foto: Imagoeconomica  Foto: Imagoeconomica

La “sonnolenza ottusa”, della quale parla a ragione Pietro Barcellona, non combacia solo con l’ignoranza delle tracce materiali presenti nel territorio, ma anche e soprattutto coincide con l’illusione di una individualità costantemente ricostruibile e ricomponibile, in una sorta di moratoria culturale ed etica, dove nulla è per sempre, ma tutto è relativo, o relativizzabile. Dove ogni memoria capace di dire da dove si viene, ogni identità capace di restituire lo spessore del proprio essere, sono interpretate più come vincoli da controllare e reprimere che come risorse, criteri guida da mantenere.

L’invito di Barcellona è quindi tutto da sottoscrivere: resistere e battersi per la ricerca di un nuovo spazio umano, “ridare senso al proprio bisogno di affetti e di comunità”. Ma un tale obiettivo implica proprio il recuperare tanto i primi quanto la seconda come il cuore del proprio essere, accettandone il legame che propongono, la dipendenza che implicano. Una simile operazione, per non avvenire su di un piano di pura remissione e di vera e propria “fuga dalla libertà”, implica un recupero di ciò che si è, cioè della memoria del proprio essere. Ma una tale memoria può realmente costituire un evento liberatorio solo se transita attraverso la prima e la più imprescindibile delle dipendenze: quella da un padre che in qualche modo ci ha custodito e ci ha fatti crescere. Non è a caso se le religioni monoteiste hanno alimentato e tenuto per mano intere civilizzazioni, coltivandone l’affetto per il Padre e ancora oggi continuano a farlo. E non è nemmeno a caso se le moderne società secolarizzate, cioè strutturalmente definite a partire da una consistenza identitaria laicamente autofondata, possono riuscire a mantenere la loro coesione interna e la loro forza morale solo riferendosi costantemente al loro principio fondatore, cioè alla memoria di ciò a cui si sono votate ad essere. Un individuo senza padre ed una società senza memoria sono il vero motore per ogni deriva possibile.
 



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