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LAICITA’/ John Waters: così l’"incredulo" san Tommaso ci insegna a tornare cristiani

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Caravaggio, Incredulità di san Tommaso (1601-2)  Caravaggio, Incredulità di san Tommaso (1601-2)

Mi viene spesso da pensare che San Tommaso, quello chiamato “l’incredulo”, non meriti la cattiva nomea che lo accompagna. Se mi fosse stato chiesto da ragazzo, quando sentivo continuamente  le storie del Vangelo con le loro interpretazioni, non penso che avrei messo Tommaso molto lontano da Giuda nella lista dei cattivi. Ma è giusto?
Tommaso l’incredulo era uno dei dodici apostoli di Gesù, conosciuto anche come Didimo, che in greco significa “gemello”, come Tommaso in ebraico. L’appellativo di “incredulo” gli fu dato in seguito al suo iniziale rifiuto di credere che Cristo fosse risorto da morte, fino a che non ne vide le piaghe.

Il Vangelo di Giovanni ci dice che, dopo la Resurrezione, Gesù apparve ad alcuni discepoli quando Tommaso non era presente. Dice Giovanni (20,25): “Gli dissero allora gli altri apostoli: ‘Abbiamo visto il Signore!’ Ma egli disse loro: ‘Se non vedo nelle sue mani i segni dei chiodi e non metto il dito nel posto dei chiodi e non metto la mia mano nel suo costato, non crederò’”.
Otto giorni dopo, Gesù riapparve ai Suoi discepoli, e questa volta c’era anche Tommaso: “Venne Gesù, a porte chiuse, si fermò in mezzo a loro e disse ‘La pace sia con voi!’ Poi disse a Tommaso: ‘Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; stendi la tua mano e mettila nel mio costato; e non essere più incredulo ma credente!’ Rispose Tommaso: ‘Mio Signore e mio Dio!’ Allora Gesù gli disse: ‘Perché mi hai visto, hai creduto; beati quelli che pur non avendo visto crederanno!’” (Giovanni 20,26-29).

Queste parole di Gesù vengono di solito interpretate come una sorta di condanna per coloro che hanno bisogno di prove per credere. Tuttavia, a una lettura più attenta, mi sono reso conto che Gesù non è sprezzante con Tommaso come invece pensavo. In realtà, Egli è molto gentile e paziente, permettendo a Tommaso di esaminare le Sue ferite e dicendo che è bene che ora creda, affermando al contempo la bontà di coloro che credono senza aver visto, li chiama “beati”, ma non dice che Tommaso lo è di meno.
La distinzione che Gesù fa non è tra chi vuole prove e chi ne fa a meno, ma tra chi ha visto di persona e chi invece non ha visto: a questa seconda categoria appartengono quasi tutti i cristiani finora vissuti, compresi tutti noi che viviamo ora.



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COMMENTI
16/02/2011 - San Tommaso (luisella martin)

"...avendo dato voce alle incertezze della posterità...". Un bell'articolo che rende simpatico San Tommaso e cancella il tempo che parrebbe separarci... Grazie.