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GIORNALI/ Ora a Wikileaks non resta che far fuori la giustizia dei pm

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Il fondatore di Wikileaks, Julian Assange (Ansa)  Il fondatore di Wikileaks, Julian Assange (Ansa)

L’equivoca estensione della «libertà d’informarsi» si è risolta a propria volta nella diversa caratterizzazione della cosiddetta «libertà d’informare», consistente nella libertà di divulgare e interpretare le notizie, solitamente fatta coincidere con la libertà di manifestazione del pensiero; ciò si è tradotto nell’inevitabile ridimensionamento del ruolo degli organi d’informazione e delle agenzie di formazione del consenso.

 

Una volta resi di dominio pubblico per via telematica i documenti conoscitivi, compito della stampa e degli altri mezzi di comunicazione sociale è divenuto quello non più di divulgare le notizie, già a disposizione della generalità dei cittadini, bensì solamente di selezionarle, interpretarle e rappresentarne il senso. Il tutto, però, secondo una dinamica nuovamente equivoca, perché riferita a un contesto sociale ormai viziato dalle reazioni umorali di un’opinione pubblica tendenzialmente sfornita dei tradizionali filtri conoscitivi e culturali necessari a razionalizzare il dato informativo a disposizione.

 

E così, in un potenziale clima da nuova «colonna infame», l’apporto dei mass-media è tendenzialmente venuto a porsi a rimorchio dell’ingovernabile emotività sociale, anziché farsi interprete delle necessità informative e formative di un’opinione pubblica sempre più smarrita. Più che la legittimità e la fondatezza dei documenti in questione, di conseguenza, è apparsa sufficiente ed essenziale la mera esistenza degli stessi, indipendentemente sia dall’affidabilità della relativa fonte di provenienza, sia dalla credibilità e dalla comprensione del relativo contenuto, rimesso pertanto alla mera valutazione emozionale del singolo.



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COMMENTI
24/02/2011 - Meglio il Grande Inquisitore? (Andrea Mari)

Sull'opportunitá o meno di intercettare e svelare certi documenti riservati si puó e si deve discutere. Tuttavia, affermare addirittura che Wikileaks diminuisca la libertá di informazione e di informare, mi sembra una forzatura ed una mancanza di stima nella capacitá critica di chi legge i giornali. Se uno non é in grado di interpretare questi documenti, oppure é confuso dalla loro mole, puó sempre evitare di leggerli, salvaguardando in questo modo la sua libertá "pericolosamente minacciata".