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150 ANNI/ Galli della Loggia: gli italiani hanno riscoperto l'unità, ma non sanno dove trovarla

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Giorgio Napolitano il 20 settembre 2010 a Porta Pia (Imagoeconomica)  Giorgio Napolitano il 20 settembre 2010 a Porta Pia (Imagoeconomica)

L’allarme lo aveva lanciato, Ernesto Galli della Loggia, nel suo ultimo editoriale dell’anno scorso sul Corriere. «Ce ne accorgiamo ogni giorno che l’Italia perde colpi, non ha alcuna idea di sé e del suo futuro». In un’Italia alla deriva, priva di una classe politica credibile, a destra come a sinistra, non restava altro, scriveva il professore, che la condanna ad un «necessario, disperato, qualunquismo».  Una scelta obbligata, in pratica. «Disperato perché frutto dell’attesa vana che finalmente da dove può e deve, cioè dalla politica, venga una parola di verità sul nostro oggi e sul nostro ieri». Cominciamo allora da «ieri», dal passato. Da quell’unità d’Italia che senza un decreto del governo ha rischiato di rimanere nel limbo di una festa non-festa, spaccando la maggioranza di governo. Ecco, lunedì, la proposta di Galli della Loggia insieme ad Andrea Carandini, sempre sul Corriere. Gli italiani stanno riscoprendo l’unità, dicono i due studiosi, ma non sanno dove trovarla. Occorre un museo - sì, un museo - che raccolga la memoria della nostra storia patria. Un’iniziativa che arrivi a «coronamento delle celebrazioni già in corso», una sintesi visiva - non estetica, ma storica - di cos’è stata l’Italia fino ad ora.

 

Ma scusi, non vorrebbe dire «congelare» tutto? Un sentimento nazionale dovrebbe alimentarsi di un ideale presente, non di un ricordo passato.

 

Ma no, che vuol dire? Allora non si dovrebbero fare i musei d’arte contemporanea? È un rischio che non esiste. Il vero rischio è la mancanza della nostra memoria storica. Quella che proponiamo è una cosa semplice, chiunque potrebbe capire di che si tratti: un luogo di conoscenza, in cui oggetti, immagini e storie possano spiegare cos’è stata la storia d’Italia dal punto di vista culturale, delle città e soprattutto delle persone che hanno fatto l’unità del paese. Una cosa che in Italia ancora non c’è.

 

Col presupposto, quindi, che senza passato non c’è presente...

 

C’è un presente sfocato; un presente, infatti, c’è sempre. Direi che senza memoria esso diviene assai povero di significati. Soprattutto, senza un passato è difficile costruire un futuro.

 

Rischiamo una disgregazione morale prima che politica?

 

Disgregazione morale è un’espressione astrattamente moralistica che non capisco e non condivido. Che vuol dire? Che non abbiamo più il senso del bene e del male? Può essere vero oggi esattamente come lo era un anno o due anni fa.

 

Cosa pensa del dibattito sulla celebrazione del 17 marzo e del decreto che ha diviso il governo?



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COMMENTI
24/02/2011 - In margine all'intervista a Galli della Loggia (Massimo Macciò)

Sono completamente d'accordo con quanto ha scritto Franco Labella. Aggiungo che, a mio parere, la peraltro abortita introduzione dell'insegnamento di "Cittadinanza e Costituzione", mai effettuato e mai effettuabile (da chi? da docenti che mai hanno dovuto spendere un'ora sul diritto costituzionale?) nella realtà, non è neutra ma, nelle maldestre intenzioni dei promotori della riforma, sarebbe dovuta servire per trasformare lo studio critico e consapevole del testo costituzionale in un "catechismo" amorfo (e, quindi, riempibile con qualsiasi contenuto) da accettare senza discutere. Il che è l'esatto contrario di ciò che la scuola dovrebbe insegnare. Ma anche l'ignoranza non è mai neutra: il che – in un momento in cui la Costituzione è sistematicamente schiacciata sotto i piedi – dovrebbe far felice chi ha deciso l'eliminazione dello studio del diritto dalle scuole italiane.

 
24/02/2011 - E se si fosse un museo del Popolo Italiano? (Collina Andrea)

Un po' "misera" la proposta del prof. Galli della Loggia su un museo per la memoria nazionale. Anche perché dovremmo metterci d'accordo sulla memoria di chi costruire questo museo. Di musei agiografici del Risorgimento già ce ne sono tanti. Di ricostruzioni storiche del processo di unificazione anche. Musei pieni di documenti e proclami, talmente lontani dalla verità storica e talmente noiosi che il popolo italiano letteralmente "se ne frega". Non sarebbe più interessante e fedele ad un'adeguata ricostruzione storica, parlare delle uniche cose vere che si possono dire del popolo italiano? 1) Che il popolo italiano era unito prima della sua unità politica; 2) che l'idea di unità politica dell'italia affonda le sue radici nel medioevo cristiano (vedi Dante) ancor prima che il nazionalismo potesse essere concepito; 3) che l'idea stessa di nazione nasce dalla profonda unità dei popoli medievali; 4) che il desiderio di unità politica era nato non contro "gli stranieri", ma da intenti meno "bellicosi", ma quasi squisitamente economici e culturali; 5) che il primo movimento risorgimentale era quasi totalmente federalista e cattolico; 6) che l'unità d'italia con la spada sabauda fu un tradimento delle orginarie aspirazioni risorgimentali; 7) che il risorgimento, lotta contro lo straniero, non era un idea di popolo, ma di una stretta minoranza legata ad interessi stranieri (inglesi e francesi); 8) che, essendo fatta contro il popolo, contro l'unità politica insorserso molti popoli.

 
24/02/2011 - Una domanda pubblica al prof. Galli della Loggia (Franco Labella)

Galli Della Loggia, in un punto della sua intervista, afferma: "Spesso quando uno vede attaccata una cosa, pensa con molta più attenzione al rischio di perderla, e capisce se quella cosa è importante o no per lui". Posso allora chiedere pubblicamente attraverso il Sussidiario al professor Galli della Loggia (che ne ha scritto sul Corriere un anno fa) cosa pensa della proposta relativa a "Cittadinanza e Costituzione", la materia che non c'è? Ho proposto al Ministro Gelmini di presentare, il 17 marzo magari in un Consiglio dei Ministri straordinario, un disegno di legge che istituisca la disciplina autonoma con valutazione autonoma "Cittadinanza e Costituzione". In tema di festa sarebbe, a parere del Coordinamento, un bel regalo ai cittadini studenti italiani. Galli della Loggia era convinto, nel suo articolo critico, che la disciplina ed il voto relativo esistessero già ma così non è. Alla luce di recenti ricerche (Proteo Fare Sapere et al.) che hanno dimostrato la spaventosa ignoranza in materia di Costituzione degli studenti italiani (ahimè non soli come dimostrò il famoso filmato delle IENE a deputati e senatori) Galli della Loggia è ancora convinto che "Cittadinanza e Costituzione" non serva? Posso chiedere il suo autorevole parere su quanto ho proposto? Franco Labella - Coordinamento nazionale dei docenti di Diritto e Economia