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150 ANNI/ Galli della Loggia: gli italiani hanno riscoperto l'unità, ma non sanno dove trovarla

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Giorgio Napolitano il 20 settembre 2010 a Porta Pia (Imagoeconomica)  Giorgio Napolitano il 20 settembre 2010 a Porta Pia (Imagoeconomica)

No. Il fascismo tentò di presentarsi come una continuazione del risorgimento, ma che lo abbia realmente fatto è molto discutibile. Il risorgimento italiano ha avuto una caratteristica particolare rispetto a tutti gli altri movimenti nazionali dell’Ottocento, quella di aver coniugato l’indipendenza nazionale e le istituzioni rappresentative come espressione delle libertà individuali. Ma il fascismo le cancellò, e questo fa essere molto discutibile quello che lei dice del fascismo come erede compiuto del risorgimento. Dire che è finita per sempre la nazione risorgimentale mi sembra sbagliato, se pensiamo che anche una parte della resistenza - non tutta - fu combattuta in nome degli ideali del risorgimento.

 

Allora l’identità nazionale italiana è destinata ad indebolirsi con il passare delle generazioni?

 

Dipende da noi. Certo se nella scuola non si studia più la storia italiana, non si parla più l’italiano ma solo l’inglese, se la televisione offre solo programmi orrendi, allora il sentimento nazionale si appanna, si esaurisce, e la nazione si indebolisce. Lo stesso accade se diamo credito all’idea che gli stati nazionali non contano più nulla perché conta solo l’Europa: un’autentica sciocchezza, che come tante altre sciocchezze in Italia ha moltissimo corso. Ma tutto questo non è fatale: dipende unicamente da noi.

 

Secondo un recente sondaggio Demos per La Repubblica, più del centrodestra è il centrosinistra che vuole festeggiare il 17 marzo «senza riserve» (lo dice più del 60% degli intervistati); il centrodestra si ferma al 45%. Cosa dice questo dato?

 

È la débacle culturale della destra italiana, che è stata capace di regalare alla sinistra anche il sentimento nazionale che storicamente fa parte del suo patrimonio. Ma esprime anche lo straordinario opportunismo politico e culturale della sinistra, capace di appropriarsi di qualunque cosa politicamente le sia utile. In passato il rapporto della sinistra con il sentimento nazionale è stato quantomeno problematico, ora invece è senza riserve; ma può esserlo perché dall’altra parte si è di molto affievolito. Anche in questo caso, però, vediamo quella terribile commistione tra politica e cose che con la politica non dovrebbero entrarci più.

 

(Federico Ferraù)

 



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COMMENTI
24/02/2011 - In margine all'intervista a Galli della Loggia (Massimo Macciò)

Sono completamente d'accordo con quanto ha scritto Franco Labella. Aggiungo che, a mio parere, la peraltro abortita introduzione dell'insegnamento di "Cittadinanza e Costituzione", mai effettuato e mai effettuabile (da chi? da docenti che mai hanno dovuto spendere un'ora sul diritto costituzionale?) nella realtà, non è neutra ma, nelle maldestre intenzioni dei promotori della riforma, sarebbe dovuta servire per trasformare lo studio critico e consapevole del testo costituzionale in un "catechismo" amorfo (e, quindi, riempibile con qualsiasi contenuto) da accettare senza discutere. Il che è l'esatto contrario di ciò che la scuola dovrebbe insegnare. Ma anche l'ignoranza non è mai neutra: il che – in un momento in cui la Costituzione è sistematicamente schiacciata sotto i piedi – dovrebbe far felice chi ha deciso l'eliminazione dello studio del diritto dalle scuole italiane.

 
24/02/2011 - E se si fosse un museo del Popolo Italiano? (Collina Andrea)

Un po' "misera" la proposta del prof. Galli della Loggia su un museo per la memoria nazionale. Anche perché dovremmo metterci d'accordo sulla memoria di chi costruire questo museo. Di musei agiografici del Risorgimento già ce ne sono tanti. Di ricostruzioni storiche del processo di unificazione anche. Musei pieni di documenti e proclami, talmente lontani dalla verità storica e talmente noiosi che il popolo italiano letteralmente "se ne frega". Non sarebbe più interessante e fedele ad un'adeguata ricostruzione storica, parlare delle uniche cose vere che si possono dire del popolo italiano? 1) Che il popolo italiano era unito prima della sua unità politica; 2) che l'idea di unità politica dell'italia affonda le sue radici nel medioevo cristiano (vedi Dante) ancor prima che il nazionalismo potesse essere concepito; 3) che l'idea stessa di nazione nasce dalla profonda unità dei popoli medievali; 4) che il desiderio di unità politica era nato non contro "gli stranieri", ma da intenti meno "bellicosi", ma quasi squisitamente economici e culturali; 5) che il primo movimento risorgimentale era quasi totalmente federalista e cattolico; 6) che l'unità d'italia con la spada sabauda fu un tradimento delle orginarie aspirazioni risorgimentali; 7) che il risorgimento, lotta contro lo straniero, non era un idea di popolo, ma di una stretta minoranza legata ad interessi stranieri (inglesi e francesi); 8) che, essendo fatta contro il popolo, contro l'unità politica insorserso molti popoli.

 
24/02/2011 - Una domanda pubblica al prof. Galli della Loggia (Franco Labella)

Galli Della Loggia, in un punto della sua intervista, afferma: "Spesso quando uno vede attaccata una cosa, pensa con molta più attenzione al rischio di perderla, e capisce se quella cosa è importante o no per lui". Posso allora chiedere pubblicamente attraverso il Sussidiario al professor Galli della Loggia (che ne ha scritto sul Corriere un anno fa) cosa pensa della proposta relativa a "Cittadinanza e Costituzione", la materia che non c'è? Ho proposto al Ministro Gelmini di presentare, il 17 marzo magari in un Consiglio dei Ministri straordinario, un disegno di legge che istituisca la disciplina autonoma con valutazione autonoma "Cittadinanza e Costituzione". In tema di festa sarebbe, a parere del Coordinamento, un bel regalo ai cittadini studenti italiani. Galli della Loggia era convinto, nel suo articolo critico, che la disciplina ed il voto relativo esistessero già ma così non è. Alla luce di recenti ricerche (Proteo Fare Sapere et al.) che hanno dimostrato la spaventosa ignoranza in materia di Costituzione degli studenti italiani (ahimè non soli come dimostrò il famoso filmato delle IENE a deputati e senatori) Galli della Loggia è ancora convinto che "Cittadinanza e Costituzione" non serva? Posso chiedere il suo autorevole parere su quanto ho proposto? Franco Labella - Coordinamento nazionale dei docenti di Diritto e Economia