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LETTURE/ Dracula ha "ucciso" suo padre Bram Stoker, ma non del tutto...

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Bram Stoker è nato a Clontarf, nei pressi di Dublino (Imagoeconomica)  Bram Stoker è nato a Clontarf, nei pressi di Dublino (Imagoeconomica)

Di Doppie identità. I più famosi impostori della storia (Robin Edizioni, 2009; Famous impostors, 1910) si è già detto altrove, ponendo il problema della direzione - non del tutto accurata - impressa dal titolo della versione italiana. Di altre tre traduzioni recenti si raccomanda caldamente la lettura. Il passo del serpente (Palomar Alternative, 2007; The Snake’s Pass, 1890) precede Dracula ed elabora la relazione tra varie componenti del paesaggio naturale, storico e culturale irlandese, per come essa viene vissuta dal protagonista, orfano di genitori “dispersi in mare”, “allevato nell’ovest dell’Inghilterra da un vecchio ecclesiastico e da sua moglie in modo eccessivamente tranquillo”, e “pupillo di una prozia benestante ed eccentrica, dal carattere rigoroso e intransigente”: in tale romanzo, l’evidente funzione simbolica di un luogo d’Irlanda attualizza conflitti remoti che alimentano le contraddizioni della natura umana e la precarietà delle relazioni sociali in tutte le loro manifestazioni, ma sono risolti dalla “lezione di bontà di Dio”.

 

Delle tre traduzioni di cui si dice, La vergine del sudario (Castelvecchi, 2010; The Lady of the Shroud, 1909) è forse il testo più sorprendente, che inverte la dinamica “vampirocentrica” tra le asperità della Terra delle Montagne Azzurre (e non dico altro: leggetelo!), sorprendendo il lettore con affermazioni di una religiosità icastica e politicamente scorretta (una su tutte: “a cosa non siamo disposti quando è contro la Mezzaluna che combatte la Croce?”), con riferimenti scientifico-tecnologici reali ed immaginari di prima mano e con l’ampia e appassionata esplorazione narrativa di una “Crisi dei Balcani” che toglie il fiato a chi conservi nella memoria le immagini della più recente Guerra dei Balcani.

 

Infine, last but not least, e di dimensioni più contenute del precedente, La tana del serpente bianco (Donzelli, 2010; The Lair of the White Worm, 1911) è ambientata assai emblematicamente tra l’australe Nuovo Galles del Sud e il “vero e proprio cuore dell’antico regno di Mercia, dove ci sono testimonianze di tutti i vari popoli unitisi in quella che sarebbe divenuta poi la Britannia” - territorio ab origine anche il secondo, in cui si manifestano “forze permanenti” del passato che un personaggio autorevole del romanzo, Sir Nathaniel de Salis, suggerisce al protagonista di interpretare senza “confondere ciò che è fisico con ciò che è morale” e alla luce dei “pronunciamenti della religione rivelata”!



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