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LETTURE/ Dracula ha "ucciso" suo padre Bram Stoker, ma non del tutto...

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Bram Stoker è nato a Clontarf, nei pressi di Dublino (Imagoeconomica)  Bram Stoker è nato a Clontarf, nei pressi di Dublino (Imagoeconomica)

Cosa dicono dei tre testi stokeriani le rispettive presentazioni editoriali (siano esse introduzioni, alette o postfazioni) delle versioni italiane? Del primo, che “preannuncia effettivamente quel capolavoro dell’orrifico [Dracula] nella sua natura e venatura di racconto del sensazionale”; del secondo, che “anche qui, come in Dracula, i fatti vengono sciorinati sotto gli occhi del lettore in una sorta di puzzle”; del terzo, che “si muove sugli stessi binari narrativi che avevano determinato il successo di Dracula”. Insomma, per il povero Stoker pare proprio che non si possa fare a meno di riproporre l’antico adagio semel vampirus, semper vampirus - ovvero, nell’italico idioma, “vampiro una volta, vampiro per sempre” - per ragioni neanche troppo velatamente commerciali.

 

In realtà, come non si può cronologicamente dire per lo scrittore irlandese che “in principio fu Dracula”, così non si dovrebbe neppure lasciar intendere sul piano interpretativo che quel grande capolavoro resta il suo unico orizzonte letterario e antropologico, giacché i tre romanzi di cui si è detto testimoniano la sua versatilità letteraria, troppo spesso inchiodata alla concezione testuale e alla prassi scritturale della sua opera più universalmente nota (anch’essa - temo - più di frequente evocata che ermeneuticamente frequentata). Provare per credere, magari leggendo tutto quello che c’è e non soltanto quel poco che ci va di leggere.

 

(questo articolo è l’anticipazione dell’Irish Forum di Enrico Reggiani previsto per oggi, 28 febbraio 2011. I dettagli su http://wbyeats.wordpress.com/catholica/)



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