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STORIA/ La follia del discepolo che impedì la conversione di Tolstoj

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Lev Tolstoj  Lev Tolstoj

Essendo riuscito ad ottenere che lo scrittore firmasse in segreto dalla moglie un testamento a suo favore, Certkov temette che Tolstoj si pentisse, scrivendo un nuovo testamento. Dovette perciò vegliare che la rottura fra lo scrittore e la moglie non si sanasse. Tolstoj si sentiva talmente braccato, che nel diario segreto annoterà: «Mi stanno facendo a pezzi. Talvolta penso di andar via da tutti».

E infatti fuggì. Andò a rifugiarsi nei monasteri di Optina poi di Samordino, un gesto «di rottura» da parte di un uomo che per tutta la vita aveva maledetto la Chiesa. Fu il tentativo di liberarsi dalla tutela del discepolo e uscire dalla crisi spirituale; ma mentre meditava di fermarsi a vivere lì, venne raggiunto dalla figlia «tolstojana», che agitando oscure minacce da parte della mamma, lo indusse a riprendere il viaggio, conclusosi poi nella stazione di Astapovo. Qui lo scrittore ricadde nell’abbraccio di Certkov che lo isolò completamente in una stanza chiusa a chiave, e lo tenne all’oscuro dell’arrivo della moglie e di un monaco che gli portava i sacramenti.

In tal modo Certkov, l’uomo a lui più devoto, che lo ammirava sino all’idolatria, che guardava il mondo coi suoi occhi e aveva speso tutta la vita per lui, ma che amava le idee di Tolstoj più di Tolstoj, finì per prendersi la terribile responsabilità di impedire la rappacificazione del maestro morente con la famiglia e con la Chiesa.
 



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