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IDEE/ Olivier Rey: l’Italia non segua la Francia sul terreno delle false libertà

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Parigi, Notre Dame (Imagoeconomica)  Parigi, Notre Dame (Imagoeconomica)

È un particolare approccio al mondo. Resto propenso a sostenere l’esistenza di una differenza radicale tra conoscenza e verità, nella misura in cui la verità è l’unità di conoscenza e amore. Quello che occorre temere è la riduzione della verità secondo i canoni della scienza moderna, non la sconfitta della razionalità strumentale; del resto, oggi è se mai il contrario.

Il suo è un approccio «personalista»...

No, non è semplicemente personalista perché non si può più concepire l’amore come qualcosa di solamente soggettivo, un sentimento che ho o che non ho in rapporto a qualcosa o qualcuno. Al contrario, esso fa parte dell’essenza della verità: è un modo che ci è dato per entrare in relazione con Qualcuno che supera infinitamente, amandola, la nostra persona.

Come si può restituire alla ragione minacciata dalla scienza la sua integrità?

Facendo un lavoro senza posa di recupero della sua dimensione originale. Quella che si è imposta nella modernità è una ragione strumentale il cui unico compito è di scegliere i mezzi da ordinare in vista di un certo fine. Questo vuol dire che la ragione è espulsa dalla considerazione e dalla scelta dei fini che vale la pena di perseguire. Al contrario, per San Tommaso il primo compito della ragione è quello di distinguere il bene dal male e dunque di fissare lo scopo. Il nichilismo di cui Nietzsche faceva la diagnosi viene in gran parte da questa espulsione della ragione dalle domande più importanti della vita, che sono quelle sul bene e sul male da perseguire e da evitare.

In Francia il cattolicesimo le pare più vittima o protagonista di un confronto con la contemporaneità?
 



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