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IDEE/ Olivier Rey: l’Italia non segua la Francia sul terreno delle false libertà

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Parigi, Notre Dame (Imagoeconomica)  Parigi, Notre Dame (Imagoeconomica)

Sia l’una che l’altra cosa. C’è una parte del cattolicesimo, quella denunciata da Charles Péguy per esempio, che ha partecipato a modo suo a ciò che lui chiama la modernizzazione della Francia, e dunque alla sua scristianizzazione. E allo stesso tempo c’è anche un cristianesimo che è stato la vittima di questa rivoluzione e l’ha subita da posizioni conservatrici.

Dalla Rivoluzione in poi la Francia è stata spesso la patria di una nozione di ragione contraria alla presenza sociale della fede. Oggi invece il presidente Sarkozy ha aperto la strada ad una nozione “positiva” di laicità. Sta dando i suoi frutti?

In modo controverso, sì. È ancora predominante una nozione di laicità per cui non si deve parlare di religione nel dibattito pubblico, ma questo modo di vedere è ora messo in forte discussione. Finora i cattolici potevano rinunciare a parlare di religione nel dibattito pubblico, perché in fondo c’era ancora nella società un consenso silenzioso, anche se debole, sui valori cristiani. Ma a partire dal momento in cui popolazioni immigrate arrivano con una cultura che non entra obbligatoriamente dentro questo consenso, ci si rende conto che la questione religiosa non può più essere scartata dal dibattito pubblico. E molti francesi ora si rendono conto che quella laicità che essi credevano indipendente dalla religione era una laicità cristiana.

Recentemente in Francia è stata presentata in Parlamento una proposta di legge per legalizzare l’eutanasia. Quale riflessione le suggerisce questo fatto?

È una delle iniziative che si inscrivono in quello che si diceva poco fa, cioè l’ideologia del dominio. Ci sono persone che non possono ammettere la perdita di padronanza che sopraggiunge alla fine dell’esistenza, e vogliono dunque assicurarsi che anche la loro morte sia qualcosa su cui sono loro stessi a decidere. 

Secondo lei questa proposta gode del favore della maggioranza dei francesi?

L’esito dipenderà molto da come il dibattito pubblico sarà orchestrato dai gruppi di pressione e dalle maggiori televisioni. Ma non è un caso che la questione dell’eutanasia venga sempre presentata come un’estensione delle libertà individuali, ed è quello che sta puntualmente accadendo anche in Francia. Temo che la maggioranza dei francesi sarà d’accordo, senza accorgersi che rivendicando falsi diritti sta in realtà scavando la fossa alla vera libertà.
 



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