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ARTE/ Modigliani e quella grazia classica che sfata il mito dell’artista inquieto

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Modigliani scultore al Mart di Rovereto  Modigliani scultore al Mart di Rovereto

E la scultura di Laurana che cosa c’entra? C’entra perché da una foto in catalogo si scopre che l’amico collezionista che per primo aveva fotografato le sculture di Modigliani, Amadeo de Souza Cardoso, possedeva il calco di un altro celebre ritratto di Laurana. Segno che il mitico e rarissimo scultore di origine dalmata era davvero autore su cui Modigliani meditava. A tema di questa meditazione c’era la bellezza, nella sua eclatante evidenza fisica, ma anche nella sua misteriosa transitorietà.

 

Modigliani si era avventurato nel suo rapporto con la pietra (che in genere è un calcare che sembra traspirare), quasi a tirar fuori la forma, o meglio la grazia di questa bellezza. È un percorso, una maturazione che si può seguire passo passo, sino all’apice di quella straordinaria Testa arrivata dalla Tate Modern di Londra; una Testa alla fine compiuta, di una perfezione levigata quasi quanto quella di Laurana.

 

Tutto questo a conferma di quanto la mostra del Mart sia una mostra in cui il grande lavoro filologico (merito del curatore Flavio Fergonzi) ha trovato una modalità di presentazione, nell’allestimento e nella scelta dei pezzi esposti, assolutamente coerente. Il che per i visitatori si traduce in una facilità e in una felicità di approccio. In sintesi: chi può non la perda, perché di mostre di questa qualità e così emotivamente ricche, se ne vedono poche. C’è tempo sino al 27 marzo.



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