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ARTE/ Le confraternite in mostra: 4 secoli di educazione, una fede che diventa opera

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Bernardo Zenale e bottega, La Madonna adorata dai devoti della confraternita del Rosario (Oleggio, 1510 ca.)  Bernardo Zenale e bottega, La Madonna adorata dai devoti della confraternita del Rosario (Oleggio, 1510 ca.)

La mostra Confraternite. Fede e opere in Lombardia dal Medioevo al Settecento si può visitare a Busto Arsizio (Varese)  fino al 23 aprile.

 

Le confraternite sono state uno dei pilastri della vita nella nostra società. Le loro tracce materiali, unite all’eredità delle memorie artistiche che ci hanno lasciato, coprono uno spazio veramente esteso nella vicenda storica e culturale che ci siamo lasciati alle spalle: pensiamo alla musica, al teatro, alla gestione del cerimoniale, alla copiosa produzione delle immagini. La straordinaria densità delle associazioni religiose tradizionali, dovunque diffuse e capaci di attirare una quota elevatissima di individui, di ogni ceto e professione, si è fortemente indebolita nell’ultimo secolo. Molte delle loro forme più caratteristiche sono state superate dall’emergere di nuovi modelli di vita collettiva. Ma le confraternite del passato continuano a mostrarci com’era possibile tenere insieme l’interesse individuale e il legame con i propri simili, la tutela della persona e la cura di una rete di relazioni che abbracciavano se stessi e le proprie famiglie, per proteggere dalla malattia e dal dolore della morte, per educare a una mentalità e rispondere alle attese di chiunque si trovava a vivere l’avventura dell’esistenza nel mondo. Le confraternite sono un termine di confronto prezioso per la nostra memoria civile: che è importante conoscere più da vicino e con il quale vale la pena misurarsi, dentro il contesto di un mondo che è cambiato e ha introdotto nuove modalità per condividere le responsabilità e i compiti di ognuno nell’orizzonte della comunità che ci ricomprende. 

 

La mostra - aperta fino al 23 aprile a Busto Arsizio - intende mettere a fuoco la vicenda delle confraternite insediatesi tra il XV e il XVIII secolo nel territorio lombardo, valorizzandone il ruolo giocato, spesso con risultati di assoluta rilevanza, nell’ambito della committenza artistica.

 

Cuore della rassegna è una prestigiosa sequenza di dipinti di cui è attestata la pertinenza a specifiche confraternite lombarde, dalla grande tela realizzata all’inizio del Cinquecento da Bernardo Zenale per la confraternita della Madonna del Rosario di Oleggio, allo stendardo processionale di poco successivo eseguito da Moretto per una confraternita bresciana di disciplini, ai capolavori eseguiti tra la fine del Cinquecento e la metà del Seicento in area bergamasca da Giovan Paolo Cavagna e Carlo Ceresa, sempre su commissione delle fervide associazioni locali dei disciplini.



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