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LETTURE/ La Russia e quell'ansia di libertà che sopravvive al deserto morale

Foto: Imagoeconomica Foto: Imagoeconomica

Nulla a che vedere con lo stolto “si stava meglio quando si stava peggio” che talvolta sento pronunciare - da russi, da italiani. Nostalgia, semmai, per un luogo dove potevo scoprire quotidianamente che nel deserto morale dello Stato ideologico e oppressivo gli esseri umani non avevano perso - non tutti, non del tutto - l’umanità, la generosità, la solidarietà, l’ansia di libertà.

 

Come lavora di solito?

 

Di notte perché c’è più silenzio intorno. Non in stato di grazia o di estasi. Sono un’artigiana della penna; scrivo e riscrivo (posso impiegare anche tre giorni  per decidere se sia meglio una virgola o un punto e virgola: al ritmo della frase dedico cure quasi ossessive) fino alla prima versione. Poi ne seguono almeno altre due, poi, ancora, correggo le bozze spesso cambiando intere frasi e facendo impazzire i redattori.

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