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IDEE/ Come mai la guerra è ancora la via preferita dalla politica?

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Soldati italiani in ex Jugoslavia, 1996 (Imagoeconomica)  Soldati italiani in ex Jugoslavia, 1996 (Imagoeconomica)

Kant, dopo le guerre di espansione degli stati nazionali moderni, propone un progetto di pace perpetua perché  ritiene  che l’uomo sia in grado di costruire una  pace capace di sfidare il tempo e di ordinare le vicende umane. Sposta l’asse dal rapporto classico pace e giustizia al rapporto pace e diritto e consegna  lo stato di pace al diritto cosmopolitico. Le tragedie del ventesimo secolo hanno mostrato tutti i limiti di questo progetto e hanno messo in luce il difficile rapporto tra diritto e politica.

Appare urgente ora riflettere su questo: la pace è anche un problema della politica, la politica deve darsi come orizzonte la pace, ma occorre tener desta la consapevolezza che non ci si può attendere la pace dalla politica.  

Non si tratta di attardarsi in un appello ad un altro irenismo che ignora i metodi della politica, ma di rimettere in primo piano un’affermazione che ci giunge da una lunga tradizione - da Platone e Agostino fino ad autori decisivi del novecento - che rifiuta la pace come progetto e la consegna alla libertà di ciascuno, nel suo rapporto costitutivo con l’altro, entro un ordine di verità che ci precede.

La questione della pace oggi si impone in modo radicale, come domanda, ma anche  come aspirazione  a vivere una speranza nei legami fra uomini e cioè a credere che dei legami possano essere ospitali e dunque costruttivi nella direzione di un bene condiviso e non distruttivi  o di  estraneità. Non si può separare il problema della pace dal problema dell’esperienza del mio rapporto con l’altro: l’altro mi interpella, mi limita, ma anche  mi genera in una relazione irriducibile che l’io intrattiene con il tu, un rapporto di libertà e responsabilità che pone, nella storia, la verità dell’esperienza dell’altro.



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COMMENTI
23/03/2011 - aspettare (luisella martin)

E' vero che l'uomo non ha dimostrato, fino ad ora, di saper costruire una pace capace di sfidare il tempo, ma sembra utopia che ciascun uomo desideri la pace nel profondo del suo essere. Non ci resta che sperare che tutto il male prodotto dall'uomo, e tutto il bene prodotto dall'uomo, ci consegnino un mondo sull'orlo della catastrofe per la sopravvivenza del quale sia assolutamente indispensabile la pace. un mondo come quello di oggi, insomma!