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IDEE/ Come mai la guerra è ancora la via preferita dalla politica?

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Soldati italiani in ex Jugoslavia, 1996 (Imagoeconomica)  Soldati italiani in ex Jugoslavia, 1996 (Imagoeconomica)

Questa pace  non è intimistica, moralistica o  utopica, ma è un fatto conoscitivo, un giudizio rinnovato a partire non da una razionalità asfittica, ma da una ragione allargata che accoglie tutta la realtà dell’umano:  la pace non può essere disgiunta dalla verità e chiede la  ridefinizione della struttura dei propri giudizi.

Proprio nella sua articolazione con responsabilità, ospitalità, giustizia e verità, si chiarisce che la pace, solo se  investe ogni singolo uomo,  apre quel processo di relazioni che può coinvolgere un popolo, una nazione, il mondo.

All’universalismo illuminista del diritto cosmopolitico e all’universalismo economico della globalizzazione del mondo contemporaneo, occorre opporre  la pretesa che la pace del mondo sia la mia pace, la pace di ogni singolo uomo, qui e ora,  perché possa esserlo per la storia di tutti gli uomini.

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COMMENTI
23/03/2011 - aspettare (luisella martin)

E' vero che l'uomo non ha dimostrato, fino ad ora, di saper costruire una pace capace di sfidare il tempo, ma sembra utopia che ciascun uomo desideri la pace nel profondo del suo essere. Non ci resta che sperare che tutto il male prodotto dall'uomo, e tutto il bene prodotto dall'uomo, ci consegnino un mondo sull'orlo della catastrofe per la sopravvivenza del quale sia assolutamente indispensabile la pace. un mondo come quello di oggi, insomma!