BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

LETTURE/ Cosa c'entrano la Fiat e Fiom con il povero Oscar Wilde?

Pubblicazione:

Un angolo di Belfast, in Irlanda (Imagoeconomica)  Un angolo di Belfast, in Irlanda (Imagoeconomica)

E non è certo un caso che lo stesso Todorov abbia dedicato proprio a Wilde una parte assai rilevante per qualità e quantità nel suo recente volume La bellezza salverà il mondo. Wilde, Rilke, Cvetaeva (Garzanti, 2010), alla cui lettura non avrebbe affatto nuociuto una scelta traduttiva più rispettosa del titolo dell’originale francese che suona Les Aventuriers de l’absolu - l’unica controindicazione editoriale di una soluzione come Gli avventurieri dell’assoluto essendo, forse, che una formula analoga era già stata adottata al singolare da Bompiani per un volume di Cino Boccazzi su Lawrence d’Arabia (2001).
Nel suo saggio - talora diseguale nella sua traiettoria complessiva ma assai accurato e simpatetico nell’approccio all’“aspirazione alla pienezza e al compimento interiore” che, a suo dire, caratterizzò l’esperienza dello scrittore irlandese - Todorov riconosce implicitamente a Wilde in più di un’occasione la storica e scomoda condizione di oggetto privilegiato di manipolazione culturale. È proprio tale prassi indebita che si è manifestata ogni volta che si è rinunciato all’obiettivo della fruizione completa del testo wildiano, imponendogli una lettura funzionalmente selettiva e/o ideologicamente orientata, incapace di dar conto del “tentativo di ordinare la vita armoniosamente secondo la coscienza di ciascuno, affinché le sue diverse declinazioni, sociale, professionale, intima, materiale, formino un tutto comprensibile”.
L’unico antidoto nei confronti di questa prassi - che trova continuo vigore anche sotto cieli diversi e persiste fino ai tempi nostri nei confronti certo di Oscar Wilde, ma soprattutto dell’esperienza della letteratura, persino nei suo interstizi più remoti e meno istituzionali - sta con ogni probabilità nella volontà esigente di tornare a conferire alle parole il peso che meritano e, per indicare un orizzonte ancora più ambizioso, nell’impegno di ascoltarle tutte per cogliere almeno i tratti essenziali dell’“esperienza di compimento interiore e di pienezza dell’essere” - qualunque essa sia - di cui dice l’essere umano in carne e ossa che se n’è fatto autore.

(questo articolo è l’anticipazione dell’Irish Forum di Enrico Reggiani previsto per oggi, 28 marzo 2011. I dettagli su http://wbyeats.wordpress.com/catholica/)



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.