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PAPA/ Con "Gesù di Nazareth" Benedetto XVI difende la fede del popolo di Dio

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Benedetto XVI (Ansa)  Benedetto XVI (Ansa)

Il Papa, ogni Papa, è vicario di Cristo. La sua elezione, il suo ministero, la sua stessa persona non sono comprensibili se non in rapporto alla persona di Gesù di Nazareth, il Verbo di Dio fatto uomo. È nel dialogo con il suo Signore che egli ha accettato la sua nomina a successore di Pietro, è nella continuità di tale rapporto che ogni giorno cerca il significato e la forza di ciò che compie e dice.

 

Se c’è un dovere del Papa, questo è di interrogarsi su chi sia Cristo per lui, per gli uomini e per il mondo. È ciò che Benedetto XVI ha voluto fare lavorando in questi primi sei anni di pontificato all’opera che certamente rimarrà come una delle più importanti della sua vita. Iniziata quando era ancora cardinale, ha costituito il contenuto di tante sue riflessioni, studi, ricerche, preghiere di questi anni. Per essa ha sacrificato ore e giorni di riposo.

 

Dopo una prima parte dedicata ai tre anni della predicazione di Cristo, ecco ora una seconda dedicata ai giorni della Passione e, in particolare, al Triduo che comprende anche la morte e la resurrezione. Sappiamo che è già stata abbozzata una terza parte, forse interamente scritta, dedicata al commento dei vangeli dell’infanzia di Matteo e di Luca. Questi ultimi costituiscono dei testi con un loro particolare andamento, che possono essere letti, studiati e meditati con un’attenzione specifica, previa o successiva alla meditazione delle altre pagine del vangelo.

 

La vita di Gesù, come è riportata dai vangeli, può essere vista come un processo di progressiva concentrazione: dopo i lunghi anni di preparazione, il tempo breve della predicazione e poi i giorni brevissimi della passione, morte e resurrezione. Eppure è proprio da queste ultime ore che è partita la riflessione commossa dei primi cristiani e la raccolta delle testimonianze su Gesù di Nazareth, che si è allargata successivamente agli altri tempi della vita del Messia.



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COMMENTI
03/03/2011 - Il nuovo libro del Papa (Carla D'Agostino Ungaretti)

Lo stile di scrittura di Benedetto XVI è insieme semplice, profondo ed estremamente accattivante. Posso ben dirlo io che ho letto tutto ciò che di suo è stato tradotto in italiano, a cominciare dalla quella meravigliosa "Introduzione al Cristianesimo" che ho letto due volte di seguito senza provare mai un attimo di noia, ma solo consolazione. Ed è straordinaria l'umiltà di questo Papa che si preoccupa di precisare, nel primo libro su Gesù, che non sta scrivendo "ex cathedra", perciò chi non è d'accordo con lui può tranquillamente contraddirlo. Come si fa a non amare un Pastore così, che ci dà una tale lezione in un mondo come il nostro pieno di parolai che si parlano addosso senza dire nulla di serio? Non vedo l'ora di avere il suo nuovo libro tra le mani.

 
03/03/2011 - Grazie di cuore al Papa difensore (claudia mazzola)

In quante forme Cristo si fa presente... Proprio ora abbiamo seppellito 48 bambini abortiti, mentre pregavamo si è avvicinato a noi l'uomo della ruspa, si è fatto il segno della croce e ha detto con noi l'Ave Maria. Come dice san Paolo "Non conosco altro che Cristo e questi crocefisso".